Sono crollate del 52% le popolazioni di numerose specie di vertebrati in 40 anni. A tracciare un bilancio del bracconaggio è il Wwf, che ha lanciato la campagna #diamovoce contro il crimine ambientale.

gorillaOgni giorno perdiamo più di 70 elefanti e circa 200.000 squali. Ogni settimana quasi 3 tigri e 20 rinoceronti.  A questi possiamo aggiungere, a casa nostra, più di 400 lupi che vengono massacrati dai bracconieri con armi da fuoco, trappole e veleni.

Dal 1970 ad oggi, in circa 50 anni, le tigri sono crollate da 38.000 a 3.200 esemplari mentre la sottospecie indocinese è ormai prossima all’estinzione (Panthera tigris corbetti): dai 1.800 individui presenti negli anni ’90 oggi sono rimasti appena 350-200.

I numeri del bracconaggio vengono resi noti insieme a un video denuncia che testimonia uno dei tanti massacri delle tigri ad opera dei criminali della natura.

“La mappa del WWF disegna la geografia del bracconaggio che non si ferma mai. Il commercio illegale di natura selvatica si sovrappone a quello di droghe, armi e persino esseri umani e i gruppi criminali organizzati sfruttano la globalizzazione del commercio usando tecnologie sempre più avanzate per scambiare informazioni facendo diventare sempre più complesso e difficile il lavoro di contrasto portato avanti dall’intelligence e dai ranger sul campo – dichiara Isabella Pratesi, direttore Conservazione del WWF Italia – Gli elefanti, i rinoceronti le tigri uccise ogni giorno  purtroppo non hanno voce e il loro massacro passa sotto silenzio. Con la nostra campagna vogliamo ‘dare voce’alle specie più a rischio e far emergere questi massacri rendendo evidente anche i legami tra il bracconaggio e gli altri crimini altrettanto gravi e deleteri per le nostre civiltà. E’ importante avere il sostengo di tutti per combattere questi fenomeni: l’intelligence sul campo, la formazione di guardie, le dotazioni sofisticate sono strumenti indispensabili per fermare la perdita di natura e biodiversità”.