Parte oggi presso il Tribunale di Sulmona contro l’uomo che ha  abbandonato la sua mucca a in stato di gravidanza in una località isolata del Parco Nazionale d’Abruzzo, determinandone così la morte.

Mucca-LAVL’uomo è accusato di abbandono (art. 727 c.p.), uccisione di animale (art. 544 bis c.p.) e tentata truffa (artt. 56 e 640 c.p.).

Il proprietario dell’animale, infatti, oltre ad essere accusato di gravi crudeltà, è chiamato a rispondere anche di un tentativo di truffa messo in atto nei confronti del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, al quale aveva richiesto il risarcimento della morte della mucca, imputandola ad un attacco predatorio da parte di un lupo.

Sconcertante quanto emerge dalla lettura degli atti della Procura di Sulmona. La mucca era stata abbandonata in gravi condizione di salute perché in stato di gravidanza, ma impossibilitata ad espellere a causa della posizione anomala del feto e per di più lasciando l’acqua che avrebbe dovuto servire per abbeverarla, in un secchio distante circa 6 metri dall’animale, impossibilitato a raggiungerlo per paralisi degli arti posteriori.

“I lupi sono spesso accusati di essere responsabili dell’uccisione degli animali abbandonati al pascolo brado – commenta Massimo Vitturi, responsabile LAV del settore Animali Selvatici – al punto che vi sono associazioni di allevatori che ne chiedono l’uccisione indiscriminata. Quanto accaduto a Sulmona getta però forti perplessità sugli interessi e il business che ruota intorno ai risarcimenti dei danni imputati alla fauna selvatica”.