La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di maltrattamento all’allevatore-trasportatore che massacrò una mucca ferita e non deambulante nel 2008.

Mucca1-LAVL’imputato massacrò una mucca ferita e non deambulante, fuori dal macello Inalca di Ospedaletto Lodigiano, percuotendola e trascinandola per farla scendere dal camion.

Commentato la sentenza, la LAV, la Lega antivivisezione afferma che: “Si tratta del secondo caso in un solo mese in cui la Corte di Cassazione conferma una condanna per i maltrattamenti inflitti ad animali durante il trasporto verso il macello: una pronuncia destinata a fare giurisprudenza.”

“Esprimiamo soddisfazione per la decisione dei Supremi Giudici – aggiunge la LAV – nella parte in cui conferma l’orientamento già emerso nell’analogo caso della mucca Doris. Con questa nuova pronuncia, infatti, la Cassazione ha ribadito, senza alcun dubbio, che trascinare una mucca “da latte”, o qualsiasi altro animale, seppure destinato alla macellazione, costituisce un reato e che simili prassi devono essere perseguite come dei veri e propri delitti”.

La mucca fu trovata dal veterinario in una pozza di sangue, ridotta in fin di vita dal suo aguzzino per la difficoltà di farla scendere dal camion, e quindi sottoposta ad eutanasia per mettere fine alla sua agonia.

Alla fine di giugno, la Corte di Cassazione ha confermato, per la prima volta, l’applicazione del delitto di maltrattamento di un animale trasportato verso il mattatoio, con la condanna di sei imputati.