La presenza dell’orso tra i boschi del Trentino spaventa non solo i residenti ma anche i turisti.

Come riferisce il Blitzquotidiano.it, ora i residenti spaventati chiedono di poterli abbattere.

OrsoI primi orsi bruni dalla Slovenia vennero portati nella zona del Lago di Tovel, versante Nord delle Dolomiti di Brenta 16 anni fa sotto il progetto “Ursus”.

“Oggi – spiega Claudio Groff del Servizio Foreste e Faune della provincia di Trento – ci sono 41 orsi censiti, e stimiamo possano essere 51 al massimo”.

La paura dei residenti è degenerata quando il 10 giugno una persona è stata aggredita da una femmina d’orso, KJ2, mentre faceva jogging.

Non si è fatto aspettare l’ordinanza di “Abbattimento o cattura” del governatore del Trentino Alto Adige Ugo Rossi.

La presenza degli orsi spaventa anche i turisti. Un gruppo di campeggiatori ha rinunciato a piantare le tende sul Bondone preferendo l’altoatesina Valle Aurina.

I gestori dei rifugi sul monte Bondone si lamentano che c’è meno gente sui sentieri.

La presidente dell’Azienda per il Turismo locale Elda Verones, smorza i toni: «Quelli dei rifugi avranno anche delle ragioni, ma è giusto sensibilizzare, spiegare cosa succede, quale è la situazione, io disdette non ne ho avute e le nostre iniziative sono sempre assai partecipate».

La chiamata alla armi del Presidente Rossi è stata fortemente criticata dalla LAV che ha affermato: “La campagna anti orso del Presidente della Provincia di Trento Ugo Rossi, con la sua “chiamata alle armi” contro gli orsi – prima immessi sul territorio e ora definiti pericolosi -, fino a chiedere l’autorizzazione a ricorrere a spray urticanti, sono la conferma plateale che la gestione della fauna, e nello specifico della fauna particolarmente protetta, non può essere delegata a politiche improvvisate e da far west, contrarie alla tutela della biodiversità, dell’ambiente e all’interesse di tutti i cittadini.”

L’organizzazione animalista chiarisce che secondo la letteratura scientifica sulla materia, “l’orso in caso di incontro con l’uomo si sente minacciato, tanto più se in presenza di cucciolate come accaduto a Daniza, narcotizzata e così uccisa.”