Il Servizio Pubblico ha realizzato un servizio inchiesta “Dentro al macello degli orrori” sulla vicenda della Italcarni, il mattatoio di Ghedi (Brescia), posto sotto sequestro dalla Procura di Brescia.

Il servizio pubblicato sul sito de Il Fatto Quotidiano, fa vedere le immagini delle telecamere fatte installare dalla magistratura nel macello Italcarni di Ghedi, in provincia di Brescia.

mucche-maltrattateSi vedono gli animali che arrivavano in gravi condizioni, non più in grado di reggersi sulle zampe e che, anziché essere macellati in allevamento, come prevedono le norme, o, in ultima analisi, sul camion, venivano scaricati e spinti con trattori o muletti, trascinati con catene e spinti con forconi.

La procura di Brescia ritiene che questi maltrattamenti abbiano contaminato la carne.

L’Istituto Zooprofilattico di Torino ha trovato cariche batteriche cinquanta volte superiori a quelle consentite dalla legge.

“Prassi, più che eccezioni, che i servizi veterinari nei mattatoi continuano a non sanzionare in maniera adeguata – afferma Roberto Bennati, vicepresidente della LAV – e che sono state oggetto di numerosi richiami da parte degli ispettori dell’ufficio veterinario Europeo nei confronti del Ministero della Salute e dei Servizi Veterinari di alcune Regioni”.

Una illegalità non più tollerabile, pericolosa anche per la salute dei cittadini, già allarmati dalle evidenze sottolineate dall’Oms rispetto alla carne rossa: “chiediamo al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin di istituire con urgenza una commissione di inchiesta, guidata dagli ispettori indipendenti dell’ufficio veterinario della Commissione Europea, sulla situazione degli animali a fine carriera negli allevamenti e nei mattatoi per riportare la legalità e il rispetto delle leggi e delle condizioni degli animali nell’industria zootecnica”.

La LAV fa notare che la carne dei bovini a terra, peraltro, è quella maggiormente usata per la produzione di hamburger e carne in scatola: i consumatori ne devono essere consapevoli.

“Cosa intende fare, inoltre, il Presidente Maroni, per scoprire dove andranno, da oggi, gli animali a terra che non sono più indirizzati al macello di Ghedi, considerato che le condizioni degli animali negli allevamenti non cambiano e che, pertanto, decine di animali saranno ridotti all’impossibilità di muoversi sulle proprie zampe, ma continueranno ad essere trasportati verso il macello? Cosa intende chiedere ai Servizi veterinari della Regione per evitare che il fenomeno sia solo spostato verso un altro mattatoio, con gli stessi pregiudizi per la salute dei cittadini e le condizioni degli animali?”