L’Ente Nazionale Protezione Animali (ENPA) chiede al Consiglio dell’Unione Europea di accogliere l’emendamento al bilancio comunitario 2016 approvato a larghissima maggioranza dal Parlamento Europeo che abolisce i fondi alle corride.

toroL’emendamento, approvato, afferma, Carla Rocchi, presidente nazionale dell’ENPA, è di “portata storica con cui gli eurodeputati, raccogliendo un sentire molto diffuso, dicono finalmente basta ai finanziamenti europei alla corrida”.

“Il voto del Parlamento Europeo – ha aggiunto Rocchi –  viene finalmente a sanare una grave e incomprensibile anomalia: quella in virtù della quale gli allevatori di animali per la corrida si sono visti sovvenzionare dal bilancio europeo una un’attività che, oltre a non avere alcuna altra conseguenza se non quella di causare tra atroci sofferenze la morte di altri esseri viventi, appare in fortissima contraddizione con il regime di protezione accordato agli animali dallo stesso ordinamento comunitario che riconosce loro lo status di esseri senzienti”.

Ma alla base di questo meccanismo di finanziamento indiretto c’è anche un’altra contraddizione. «Perché tutti i cittadini d’Europa – si chiede Rocchi – anche gli animalisti e coloro i quali la tauromachia proprio non la vogliono sostenere, devono contribuire a tale pratica con le proprie risorse economiche? Ciò rafforza la convinzione che, malgrado i loro proclami, le lobby della corrida sono così isolate da non riuscire a sopravvivere senza il sostegno di tutti i Paesi dell’Unione. E allora la ricerca dei denari europei rappresenta l’estremo tentativo di reagire ad un processo che, come dimostrano i recenti sviluppi nella stessa Spagna, sembra portare inevitabilmente alla liberazione dei tori dalla arene. Un processo, questo, che tutti noi abbiamo il dovere di assecondare e favorire”.

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