La LAV, la Lega antivivisezione si schiara contro la decisione del governo Australiano di uccidere due milioni gatti selvatici.

gatti-selvatici-LAVQualche giorno fa il ministro dell’Ambiente Greg Hunt ha confermato che dovranno uccidere almeno due milioni gatti selvatici entro 2020 per preservare l’ecosistema.

E per uccidere queste povere creature il governo spenderà 4,8 milioni di dollari.

“Una carneficina spacciata per protezione della fauna selvatica ovvero degli uccelli e dei piccoli mammiferi di cui i gatti sono accusati di essere responsabili dell’estinzione – commenta la LAV – Ma al peggio non c’è fine: il governo avrebbe messo a disposizione una app, FeralCatScan, utilizzabile dai cittadini per segnalare alle autorità competenti le aree dove è presente una grande densità di felini.”

La decisione di uccidere due milioni di gatti selvatici, secondo la LAV, è sconvolgente e crea sgomento, non solo per la scellerata e inaccettabile scelta di ricorrere a una mattanza, ma anche per la miopia con cui si affronta il tema del controllo della popolazione animale.

I gatti selvatici come ogni altra popolazione animale si riproducono in base alla capacità portante di un territorio determinata da vari fattori tra cui le risorse alimentari disponibili.

“Uccidere gli animali dunque, oltre a essere inaccettabile dal punto di vista etico è anche inutile – afferma Ilaria Innocenti, Responsabile Settore Cani e Gatti – In breve tempo le aree teatro del massacro sarebbero ripopolate da altri gatti per migrazione dalle aree vicine, gatti che nel tempo riporterebbero la popolazione alle dimensioni di quella attuale. L’unico modo davvero efficace per tenere sotto controllo la popolazione felina è la sterilizzazione cui sarebbe davvero intelligente da parte del governo australiano destinare i fondi invece previsti per il genocidio dei gatti.”