Se durante una passeggiata o un escursione avete trovato un piccolo uccellino in difficoltà e non sapete come comportarvi o a chi rivolgervi per poter fornirgli aiuto immediato, leggete con attenzione i seguenti utili consigli:

1- Innanzitutto è bene sapere che la legge italiana ( riferimento N°157del 1992) vieta la detenzione di tutti gli animali appartenenti alla fauna selvatica. Si ha l’obbligo di consegnare l’animale ritrovato, entro un termine di 24 ore, ad un ente autorizzato per il soccorso e la detenzione (es. i Centri della LIPU per il recupero della fauna selvatica). Sul sito della Lega Italiana Protezione Uccelli (www.lipu.it ) troverete l’elenco di tutti i centri autorizzati. Se preferite potete telefonare alla sede nazionale (orari ufficio dal lunedì al venerdì) al seguente numero telefonico 0521/273043. In alternativa potete rivolgervi agli uffici amministrativi provinciali (sez. caccia e pesca) utilizzando come riferimento l’Ufficio Faunistico incaricato al conferimento animali.

2- Sicuramente raccogliere l’uccellino e trasportarlo a casa per allevarlo è un istinto lodevole, ma a volte anche le più buone intenzioni possono essere causa di danno. La maggior parte dei nidiacei (soprattutto passeri, merli e civette) abbandona in maniera spontanea il nido quando non è ancora in grado di volare perfettamente. Questi uccellini non sono abbandonati, cercano solo di acquisire una graduale autonomia allontanandosi dal nido. Raccogliere questi nidiacei e spostarli dal luogo di appartenenza vuole dire strapparli alle cure dei genitori. Inoltre allevare uccellini selvatici a casa, può determinare il fenomeno dell’”imprinting”. Si rischia di far crescere animali con identità specifiche deviate non più in grado di vivere a contatto con i propri consimili e di sopravvivere adattandosi ad una vita allo stato selvatico. Sorge quindi una domanda spontanea, ma allora se viene ritrovato un nidiaceo cosa bisogna effettivamente fare? La situazione deve essere valutata caso per caso. Se il nidiaceo non è in pericolo è bene lasciarlo dove si trova. Se il nidiaceo è ferito o in stato di pericolo è consentito l’intervento umano. A volte il pericolo può essere semplicemente eliminato spostando l’uccellino di qualche metro. Sfatiamo un luogo comune, i pulcini non vengono abbandonati dai genitori se vengono toccati da persone che tentano di soccorrerli.

3- Ora passiamo ai consigli pratici, nel caso in cui vi sia la necessità di alimentare il pulcino in attesa di poterlo consegnare ai centri di soccorso. Come alimenti d’emergenza si possono somministrare: pezzettini di carne cruda, larve del miele o della farina, omogeneizzati di carne ed acqua. Per far bere l’animale si può utilizzare una siringa senza ago o un contagocce. Ricordatevi di non dare ad esemplari giovani o adulti della mollica di pane, del latte o suoi derivati, non sono alimenti idonei. I nidiacei senza piume hanno necessità di mangiare ogni mezz’ora, i nidiacei con piume ogni 2/3 ore.

4- Gli uccelli selvatici non possono stare in gabbia (è una situazione di stress forte per animali abituati a vivere allo stato libero). Procuratevi una scatola di cartone abbastanza grande, sul fondo disponete fogli di carta di giornale e nella parte alta praticate dei fori per far entrare l’aria. Disponete l’uccello all’interno della scatola, chiudetela e portatela in un luogo silenzioso e tranquillo in attesa che l’animale venga poi prelevato da personale sanitario autorizzato.