I musei della provincia di Xi’an, in Cina, sono tornati sui loro passi, dopo che i visitatori si sono mossi a difesa dei gatti randagi, che rischiavano di venire cacciati.
Il sito interessato è quello del parco museale “Foresta di steli di pietra” del Xi’an Beilin Museum. La direzione del museo aveva deciso di intervenire contro i gatti, dopo che un visitatore si era lamentato perché suo figlio era stato graffiato da una mamma gatta protettiva, mentre lui provava a giocare con i suoi cuccioli.

I gatti sono parte integrante del museo all’aperto e i turisti li fotografano sempre tra le antiche steli di pietra ma, dopo l’incidente, il museo ha inserito dei cartelli con scritto: «Non mettete in pericolo i gatti per il vostro piacere».

Ai cartelli, però, è seguito anche l’intervento di addetti che cercavano di catturare i gatti in modo da poterli portare via. A quel punto sono arrivati i commenti negativi degli utenti e il museo in suo difesa ha scritto: «I gatti non attaccano le persone se non vengono provocati, sono gli umani che devono controllarsi. Non date la colpa ai gatti, che non possono difendersi!».

Davanti al rischio di boicottaggio del museo e dopo un weekend di critiche su internet e di messaggi negativi, la direzione ha deciso di non cacciare i gatti.

«I gatti possono rimanere! Il museo ha deciso di sostenere i gatti, di sterilizzarli, vaccinarli e di dare loro da mangiare, in modo che siano sani e protetti. Continueremo a mettere cartelli perché non vengano disturbati. Il nostro obiettivo è di garantire un ambiente accogliente per i gatti e per i visitatori».

Una grande vittoria per i gatti e per i visitatori amanti degli animali.

gattocina