Il criceto è uno degli animaletti domestici più diffusi e prediletti dalle famiglie italiane: ha dimensioni ridotte, che lo rendono adatto all’inserimento nelle ambientazioni degli appartamenti, e non necessita di eccessive attenzioni.

Non tutti i possessori di criceti conoscono però a fondo la natura e le abitudini di questi simpatici animaletti. Una delle questioni più controverse, per esempio, è quella del letargo: i criceti non vanno in letargo?

In realtà, contrariamente a quanto pensano in molti, questi piccoli roditori trascorrono un periodo di “riposo”, ma si tratta di un letargo particolare, piuttosto discontinuo, da cui di tanto in tanto riemergono per mangiare, bere e darsi un’occhiatina attorno.

 

Non possedendo ghiandole sudoripare superficiali, i criceti sono molto sensibili sia al freddo sia, soprattutto, alle alte temperature: in modo particolare, se però la temperatura dell’ambiente in cui vivono si abbassa, arrivando al di sotto dei cinque gradi, i criceti vanno automaticamente in letargo. Questa condizione determina la sospensione dell’attività di riproduzione (il cui picco massimo è in estate): questo perché si riproducono in presenza di molta luce; al diminuire delle ore di luce, diminuisce anche la loro attività riproduttiva.

 

Quando sprofondano nel loro letargo, che consiste in una specie di sonno profondo, i criceti possono apparire come morti. In realtà, come ben sa chi ne possiede uno, basta aumentare la temperatura dell’ambiente per far sì che si sveglino, anche se di solito si riaddormentano dopo poco: attenzione comunque a non forzarli e a rispettare questi loro ritmi naturali.

 

I criceti tenuti in casa, dunque in cattività, non dovrebbero affrontare il periodo di letargo poiché è molto difficile che la temperatura domestica scenda al di sotto dei 7/5 gradi; l’importante, in ogni caso, è rispettare il ritmo sonno-veglia e accertarsi che al suo risveglio l’animaletto trovi tutto il necessario per il suo benessere.