Le tartarughe acquatiche, come molti altri animali originari dei climi temperati, hanno la necessità per il loro metabolismo di interrompere qualsiasi attività nella stagione fredda e ritirarsi in letargo fino alla primavera successiva, allorquando riprenderanno rapidamente la crescita e l’alimentazione.

Il mancato periodo di letargo per alcuni anni consecutivi sottopone le tartarughe acquatiche al rischio di disturbi del metabolismo, problema ben più grave di quelli a cui sono sottoposte durante il periodo di letargo, come il pericolo di congelamento o l’insidia di attacchi da animali predatori.

 

Le tartarughe acquatiche in natura si preparano al letargo con due/tre settimane di anticipo, cessando l’alimentazione. Se si ha a disposizione un giardino con un piccolo laghetto profondo almeno 50 centimetri, le tartarughe andranno certamente ad interrarsi per il loro ritiro invernale nel fondo melmoso. Ideale sarebbe avere a disposizione un fondo con un substrato di sabbia di fiume o terriccio.

Ove non sia presente un laghetto idoneo, oppure se si osservano sintomi di sofferenza da parte dei pets alla fine dell’estate, occorre organizzare per loro un letargo controllato. In questo caso bisogna sospendere l’alimentazione due settimane prima e diminuire gradualmente, ogni giorno, le ore di luce e la temperatura, fino a lasciarle per due giorni completamente prive di luce. A questo punto, porle in una vasca con 20 centimetri di acqua da mantenere ad una temperatura di 5°/7° in una stanza priva di riscaldamento.

 

Ricordare di cambiare l’acqua ogni qualvolta se ne presenti la necessità. All’inizio della primavera le tartarughe acquatiche riprenderanno lentamente la loro normale attività. Verso la metà di febbraio si sveglieranno e ricominceranno a nutrirsi dopo 7/10 giorni dalla loro uscita dal letargo. Annotare il peso delle tartarughe acquatiche all’inizio e alla conclusione del letargo e considerare che, in condizioni ottimali, durante il periodo di riposo dovrebbe diminuire di circa il 10%.