Conosciuto per il suo aspetto elegante, lo Pterophyllum scalare, detto scalare o pesce angelo, è uno dei ciclidi più comuni tra gli acquariofili. Ha un carattere sociale e tendenzialmente poco aggressivo, quantomeno verso i pesci di taglia non troppo piccola, e nel rapporto di coppia, una volta scelta la compagna, le resta fedele tutta la vita.

 

Sulla base delle dimensioni che gli scalari raggiungono, è preferibile un acquario di almeno 100 litri in cui siano presenti altri esemplari della specie e coinquilini medio grandi dal carattere pacifico, non classificabili come prede, ad esempio Cardinali o Neon.

L’ambiente acquatico ideale per il loro allevamento deve essere caratterizzato da una temperatura di 26°- 28° e da una durezza totale di 5°-10° dGH e 6,5 di pH. Per l’alimentazione non ci sono restrizioni, in quanto la specie è onnivora: per sorvegliare sul loro benessere controllare che i pesci assumano il cibo senza rigettarlo poiché l’emissione del contenuto gastrico è indicativa di uno stato patologico.

Se due esemplari di scalari si separano dal gruppo per ripulire una zona dell’acquario non bisogna allarmarsi, poiché significa che si è formata una coppia che è pronta per la riproduzione. La deposizione delle uova, che si espleta ad intervalli di circa 20 giorni (se non vi sono interferenze, come voracità degli altri pesci o mancata fecondazione), avviene su una superficie liscia, su cui alternativamente la femmina depone le uova e il maschio le feconderà. Le cure della coppia consistono nell’aspirazione delle uova non fecondate e nell’ossigenazione di quelle con embrione tramite la ventilazione, con ripetuti movimenti delle pinne.

A schiusa avvenuta, le attenzioni continuano respingendo i potenziali predatori fino a 6/7 giorni dalla nascita, ovvero fino a quando gli avannotti non sono in grado di nuotare. Questi ultimi dovranno essere alimentati almeno 4 volte al giorno con naupli (artemie appena nate), somministrabili per mezzo di una comune siringa. L’integrazione con tuorlo d’uovo spolverizzato e mangime secco è possibile dalla quarta settimana.

 

Nel caso si decidesse di allevare separatamente le larve, si può tagliare delicatamente la foglia sulla quale sono depositate se il filamento è adesivo, oppure se la superficie non è asportabile occorre attendere che le larve inizino a muoversi per prelevarle, sistemarle a questo punto in un contenitore di circa 3 l senza dimenticare di cambiare frequentemente l’acqua spesso satura di nitrati per le frequenti somministrazioni di cibo e per l’elevato numero di pesci ospitati.