Sono molte le persone che in questi ultimi anni hanno dotato di piccole vasche o di laghetti di vetroresina i loro giardini, balconi e terrazzi. Queste strutture, nate per abbellire gli ambienti, finiscono per diventare una vera e propria bara per i pesci ospitati, che invece necessitano di cure ed attenzioni quotidiane, soprattutto sotto le rigide temperature del periodo invernale.

 

I pesci favoriti per popolare questi laghetti artificiali sono i classici pesci rossi o carassi, gli stessi che vengono solitamente tenuti, anche in singoli esemplari, all’interno di ampolle di vetro, pur contravvenendo alle caratteristiche tipiche della specie.

Si tratta, infatti, di animali che in natura mangiano e crescono molto e che si adattano facilmente all’ambiente in cui vivono, ma che in cattività esigono continue attenzioni per il loro benessere, soprattutto per quanto riguarda l’igiene e la temperatura dell’acqua. Il vero pericolo per la salute di questi animali è rappresentato dal freddo, che nella brutta stagione può portare al congelamento dell’acqua in cui vivono, a partire dagli strati più superficiali.

Nelle acque dei laghetti poco profondi, però, il ghiaccio penetra fino al fondo della vasca, uccidendo inevitabilmente gli animali ospitati. La profondità minima dei laghetti artificiali dovrebbe perciò essere di almeno un metro, in modo da riuscire a garantire al di sotto della stratificazione del ghiaccio una temperatura accettabile per i pesci che li abitano.

Prima dell’arrivo delle stagione più fredda e della formazione dello strato di ghiaccio sulla superficie del laghetto, è bene nutrire gli animali in modo opportuno. I pesci avranno così la possibilità di crearsi delle vere e proprie riserve di grasso da utilizzare nei periodi di eventuale glaciazione.

 

Nel momento in cui si nota un abbassamento repentino della temperatura dispensare sempre meno mangime, in modo da indurre nell’animale un rallentamento del metabolismo, utile per i giorni di assenza totale di cibo. In questo modo gli animali si abbasseranno sul fondo della vasca in una sorta di letargo e riprenderanno a salire in superficie in corrispondenza dell’aumento delle temperature. Con la primavera i pesci riprenderanno la loro normale attività quotidiana, partendo dalla riattivazione del metabolismo, che si traduce in una maggiore necessità di cibo e di movimento.