La buona salute di un acquario passa necessariamente per la corretta manutenzione del filtro.
Che sia meccanico o biologico, infatti, è necessario ricorrere periodicamente alla pulizia di questo componente per assicurare benessere ai pesci ed alle piante e soddisfazione all’acquariofilo.
Che sia questa un’azione essenziale per la vita di ogni acquario lo si comprende anche ricordando la scena del film “Alla ricerca di Nemo”, in cui i pesciolini sabotarono l’acquario che li ospitava proprio bloccando la pompa del filtro.

 

Il filtro meccanico è sicuramente quello più semplice da pulire.
L’operazione dovrebbe essere fatta in teoria una volta al mese e consiste nel pulire con acqua calda tutti i componenti del filtro e cambiare, se presente, il carbone attivo. E’ vitale (soprattutto per i pesciolini!) non utilizzare mai detersivi chimici.
Si procede in questo modo.
La prima operazione consiste nello sciacquare con acqua bollente il materiale filtrante. Solitamente si tratta di una spugna che va strizzata più volte sotto l’acqua calda in modo da eliminare tutte le impurità (rifiuti organici, residui di cibo e di piante) che sono state trattenute.
Dopo la spugna viene il turno del contenitore esterno di plastica, che va pulito aiutandosi con uno spazzolino (anche un vecchio spazzolino da denti può essere utilizzato allo scopo).
Il corpo della pompa va quindi smontato e pulito accuratamente servendosi sempre dello spazzolino ed utilizzando uno stuzzicadenti per la rimozione dello sporco all’interno della ventola.
Una volta pulite le parti meccaniche del filtro, si passa all’eventuale cambio del carbone attivo, eliminando quello vecchio ed inserendo il nuovo negli appositi contenitori.
Prima di reinserire questi ultimi all’interno del filtro è opportuno sciacquarli con acqua (non è necessario che sia calda questa volta) in modo da lavar via la polvere di carbone, che potrebbe intasare nuovamente (e repentinamente) il filtro.
Solitamente una maggior efficacia la si ottiene accompagnando la pulizia del filtro con un ricambio parziale dell’acqua (almeno il 10% del volume complessivo della vasca).
L’acqua “nuova” non deve essere quella del rubinetto (troppo ricca di cloro), ma dell’acqua preparata con impianti ad osmosi inversa. Quest’acqua è disponibile in tutti i negozi di acquariologia.