Sono i pesci gli animali domestici preferiti dagli italiani. Lo confermano i dati di Assalco- zoomark. Al secondo posto i volatili e solo al terzo posto i cani. Amati da grandi e piccini per i loro colori variegati e, forse, soprattutto per i loro lunghi silenzi che generano rilassatezza, sono tenuti in grandi e multifunzionali acquari.

Sorpresa delle sorprese: gli animali preferiti dagli italiani sono proprio i pesci. Dal classico pesciolino rosso che si vince al luna Park, agli acquari super accessoriati, le case degli italiani sono invase da oltre 30 milioni di pesci. A dirlo è il rapporto Assalco-Zoomark.Al secondo posto si piazzano gli uccelli (canarini, cardellini, usignoli, pulcini). Il terzo posto è quello che lascia più perplessi, perché i cani, da sempre fedeli amici dell’uomo, conquistano solo una misera medaglia di bronzo. Seguono poi i piccoli roditori, come criceti, cavie, porcellini d’india e conigli nani e per ultimi i rettili ( serpenti e iguane).

Sono i bambini quelli che chiedono i pesciolini animali da compagnia, amano metterli nelle bocce nelle loro stanzette, dargli un nomignolo e parlargli. Si affezionano come a dei cagnolini e se poi muoiono ( soprattutto i pesci rossi hanno vita breve) rimangono delusi. Gli acquari, stando ai dati, sono invece amati dai single che si divertono a curarli e riempirli di piccoli accessori. I più in voga quelli dei climi tropicali, dove bisogna fare attenzione al clima dell’acqua e alle piante.
Meno diffuso l’acquario nostrano, temperato d’acqua dolce, che può ospitare, a seconda della grandezza, pesci, piante ed altri organismi mediterranei. Importante tenere la temperatura dell’acqua tra i 15 i 25 gradi Centigradi.
Ma anche per i pesci esiste, purtroppo, un tarffico illecito. Lo chiamano, in gergo, “transhipping”. Vengono trasportati illegalmente pesci tropicali in scatole chiuse, in modo da saltare i controlli alla dogana, controlli necessari per stabilire se gli animali sono in un buono stato di salute e se sono nutriti correttamente, se la loro acqua è pulita. I “transhippatori”, i contrabbandieri, guadagnano moltissimo su ogni carico di pesci, evitando di pagare la tassa doganale. Anche il negoziante ci gaudagna, ma il prezzo per il consumatore rimane lo stesso. che in più non sa di aver acquastato dei pesci, molto probabilmente, malati.