I pesci pagliaccio, noti ai più per essere i protagonisti del film di animazione “Alla ricerca di Nemo”, possono riprodursi anche in acquario. Ecco dunque qualche consiglio da seguire, per ricreare un ambiente adeguato al loro sviluppo.

Questi esemplari, Percoidei appartenenti alla famiglia dei Pomacentrici, devono il nome alla loro livrea, estremamente variopinta, caratterizzata da un color rosso-arancio con striature nere e bianche. Le loro pinne, dalla forma arrotondata, sono innestate su di un corpo compresso latero-lateralmente e non consentono di effettuare spostamenti a lunga distanza. Tali pesci sono principalmente presenti nelle acque dell’Oceano Pacifico e di quello Indiano.

Il loro allevamento non è particolarmente difficoltoso o problematico; anzi, la riproduzione è in genere facilitata dal fatto che essi sono animali ermafroditi, dotati dunque di entrambi i sessi. Tuttavia, è bene tenere  presenti alcune fondamentali caratteristiche di questi animali acquatici, per consentire loro di poter avere intorno un ambiente ottimale.

Per favorire la loro riproduzione, non bisogna dimenticare che questi pesci vivono in rapporto simbiotico con le anemoni, responsabili dell’emissione di sostanze urticanti: standone a stretto contatto, ne diventano però immuni. Così, questi esemplari sono soliti deporre le loro uova proprio in prossimità di conchiglie e rocce che contemplano la presenza di tali piante e nel caso si decida di farli riprodurre in cattività, è bene dotarsi di un acquario che comprenda la loro presenza.

Dato che, solitamente, i pesci pagliaccio raggiungono la maturità sessuale una volta compiuti i due anni, solo dopo qualche tempo sarà possibile raggiungere dei risultati; se le acque sono temperate, qualsiasi momento è propizio al fine del concepimento.

Il pesce pagliaccio può deporre fino a 400 uova, con un periodo di incubazione che ha una durata di circa sette giorni, e una fase planctonica, che ha luogo successivamente alla fecondazione, di dieci giorni.