Per la salute dei pesci sottovalutare i classici puntini bianchi sull’epidermide potrebbe portare a spiacevoli conseguenze.
Curarli è molto semplice!

Come prima cosa, identificare il nostro nemico: si chiama ictioftiriasi, ed è causata dal Ichthyophthirius multifiliis, uno dei protozoi maggiormente insidiosi per la pelle dei pesci di acqua dolce d’acquario.
Si tratta di una patologia piuttosto comune e pericolosa. Infatti, un acquario infetto, nel giro di circa 36 ore potrebbe già aver colpito la maggior parte dei pesci contenuti.

I sintomi consistono nella manifestazione dei classici puntini bianchi, ma se l’insorgere della parte biancastra non viene fronteggiata tende ad espandersi considerevolmente.
Non è solo una questione meramente estetica per l’animale: è una patologia che indebolisce progressivamente il pesce, favorendo la sovrapposizione nel sistema di altri agenti patogeni.

 

La cura per questa infezione è semplice ed economica.
Il primo passo consiste nell’acquisto del blu di metilene e del suo inserimento nell’acqua dell’acquario. Prestare estrema attenzione alla posologia: il consiglio è diluire 3 ml di soluzione 1:100 ogni 10 litri di acqua.
Il trattamento con il blu di metilene va protratto per non meno di tre giorni: rispettando i tempi prescritti si avrà la certezza che anche i tomiti natanti siano stati completamente debellati. I tomiti sono identificabili nelle cisti dell’ictioftiriasi appena dischiuse, ma nonostante la giovane germogliazione sono decisamente pericolosi.

 

In alcuni casi è possibile effettuare un trattamento termico, ma solo quando l’infezione è ad uno stadio primitivo. Inoltre, se si optasse per questa soluzione, la fauna da trattare deve essere resistente alle alte temperature, perché questa terapia consiste nell’aumentare di un grado al giorno la temperatura dell’acqua dell’acquario, sino a superare i 30°C.