Il pelo dei mammiferi è costituito da filamenti di cheratina, una catena polipeptidica ricca di zolfo che, nel suo viaggio dagli strati più profondi dell’epidermide verso la superficie, invade il citoplasma di cellule specifiche che, perdendo il nucleo, muoiono diventando fibrose e rigide; di questa sostanza sono costituite anche le unghie, gli zoccoli e le corna degli animali.

I gatti, essendo maniaci della pulizia, sono soliti leccarsi per eliminare le impurità ed i peli morti che si sono staccati dalla cute; proprio questa abitudine può creare loro molti problemi. La lingua rasposa “aggancia” discrete quantità di pelo che poi il gatto ingoia, contribuendo alla formazione di palle di pelo nell’apparato digerente. Il bolo di pelo formatosi nello stomaco, non viene attaccato dai succhi gastrici, a causa della sua composizione chimica, ma, per fortuna, nella maggior parte dei casi viene espulso per mezzo del vomito; in tal caso è assolutamente riconoscibile ed individuabile. In altri casi, invece, il bolo di pelo transita nell’intestino dove può creare un blocco, risolvibile, a quel punto, con un intervento chirurgico da parte del veterinario.

Per evitare che “micio” rischi una delle sette vite che gli sono state attribuite, ogni volta che si fa la toeletta, è necessario spazzolarlo frequentemente, soprattutto se la sua vita si svolge esclusivamente o quasi tra le rassicuranti pareti domestiche, e soprattutto se si tratta di un esemplare dal pelo particolarmente lungo. In sovrapposizione a questo accorgimento, gli si può somministrare dell’erba gatta, favorendo così il riflesso del vomito, oppure un po’ di olio o di burro aggiunti agli alimenti, in modo da agevolare il transito intestinale e fargli espellere il bolo di pelo con le feci. In alternativa ci sono prodotti ad uso veterinario, da far ingerire al gatto almeno una volta al giorno, nel primo periodo di trattamento, per poi passare ad una somministrazione ogni due settimane; questi prodotti hanno anch’essi, come i precedenti, la funzione di agevolare il transito intestinale del bolo di pelo e favorirne l’eliminazione.

La cura migliore, se non volete spazzolarlo, rimane ancora quella di farlo uscire con regolarità, in modo che, ad esempio, passando vicino a degli arbusti bassi, si tolga il pelo, staccandolo in maniera meccanica.