Tutti i gatti, sia domestici che selvatici, hanno l’abitudine di passare gran parte del loro tempo leccandosi il pelo.

Questo tipo di azione, chiamata grooming, viene praticata dal gatto per pulirsi e per lavarsi e, attraverso la lingua ruvida, rimuovere il pelo morto, stimolando la crescita del nuovo.

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Per lavare la zona del muso e della testa, l’animale utilizza le zampe anteriori e, grazie ai denti, riesce ad eliminare la sporcizia nelle aree meno pulite e persino a stimolare la produzione di una sostanza in grado di proteggere il corpo dal caldo e dal freddo.

Il gatto è, quindi, un animale autonomo, che non ha necessità di essere pulito dal padrone, ma che provvede da solo alla propria cura personale. Soltanto in rari casi, infatti, ha realmente bisogno di essere lavato.

 

Il grooming svolge, inoltre, una funzione sociale, permettendo al pet di riconoscere i suoi simili e sfogare lo stress. I gatti si leccano il pelo a vicenda, per scambiarsi gli odori, conoscersi e stabilire un legame.

I cuccioli di gatto appena nati vengono, invece, tranquillizzati dalla madre che lecca il loro pelo per farli sentire al sicuro e protetti. Mentre il gatto adulto tende a leccarsi da solo, quando ha vissuto momenti di forte paura o di ansia, così da infondersi sicurezza.

Se però il grooming risulta eccessivo e prolungato, allora vi è il rischio che il gatto viva un forte stato di malessere.

 

Alessandra Bottaini