Quando la professoressa Kim Silva si è ritirata dalla scuola americana per sordi, ha deciso di insegnare il linguaggio dei segni ai suoi gatti.

gatti linguaggio dei segni

“Ho perso i bimbi della scuola e così ho iniziato ad insegnare ai gattini!” ha dichiarato Silva all’Huffington Post USA.
Nel 2009, dopo aver perso il proprio animale domestico amato, Silva e suo marito, John – entrambi non udenti – erano pronti per un nuovo amico felino.
“ Ci siamo innamorati di Bambi su Petfinder”, dice Silva.
Silva aveva solo insegnato il linguaggio dei segni agli uomini, ma era convinta che il gatto sarebbe diventato uno studente modello.
“Dal momento che le mie figlie hanno imparato segni dall’infanzia, avevo le idee chiare su come introdurre ai segni”, dice.
Bambi viveva in un rifugio in Texas, e doveva essere trasferito nel Connecticut, dove vive Silva. Un passaggio che richiedeva del tempo. Nel frattempo Silva ha deciso di iniziare il suo esperimento con altri gatti.
“Bobcat ha capito subito il linguaggio” ha detto Kim, mentre “l’altro mio gatto, Bear, era molto vecchio e non era interessato”.
Bobcat ha imparato un segno dopo l’altro “fino a quando ha imparato il nuovo vocabolario”, ha detto Silva nell’intervista. “Bobcat era una vera spugna per il linguaggio dei segni! Era favoloso”.

Per Bambi è stato ancora più facile imparare. E Thomasina, che poi si è unito alla famiglia nel 2013, dopo la morte di Bear, ha imparato ancora più veloce.

Tra le parole del linguaggio dei segni che hanno imparato questi gatti ci sono: “venire”, “di più”, “seduto”, “soggiorno”, “scuotere”, “high five”, “sonno”, “cerchio”, “gamberetti”, ” gioco “,”cibo “,” fine” e “danza”. Sanno anche” off “, ma Kim ogni volta gliela deve precisare lettera per lettera.

“I gatti diventano molto più interattivi con la gente perché vogliono comunicare”, dice Silva. “Bobcat prima interagiva con gli altri gatti, ma ignorava la gente. Dopo aver imparato il linguaggio dei segni, a 7 anni di età, è diventato un gatto estroverso con tutti!”.
E ora c’è una nuova speranza per Silva, un nuovo obiettivo: “Vorrei che i miei gatti potessero chiedere a me il cibo con il linguaggio dei segni”.