Se vi muore il gatto a cui siete affezionati e ne sentite la mancanza il consiglio è di non prenderne un altro! Questo è quanto sta succedendo a Wellington Nuova Zelanda dove, per ridurre le morti di uccelli in via di estinzione, le autorità consigliano caldamente di “sbarazzarsi” dei gatti.
In particolare i gatti vengono descritti dalle autorità come predatori e assassini e prederne uno in casa significherebbe un altro gatto in più in grado di uccidere per altri 10, 15 o 20 anni.
L’intervento della Royal New Zealand Society (corporazione che salvaguarda la violenza sugli animali domestici) non si è fatta attendere e sta dicendo a forte voce no a questa incredibile caccia al gatto.

Gli uccelli minacciati dai gatti sono i Kakà, i Tui ed i Bellbird. In Nuova Zelanda la tradizione è quella di permettere agli animali domestici di girovagare liberamente ed è proprio per questo che i gatti in numerosi anni di scorrerie hanno minato seriamente la presenza di questi uccelli nativi che ormai sono in via di estinzione. Inoltre la faccenda sta prendendo piede in tutta la nazione: infatti non solo a Wellington ma anche a Kelburn, Highbury, Northland, Wilton e Karori le autorità consigliano caldamente di non dare ospitalità e di non comprare gatti ne in “sostituzione” di quello morto ne tantomeno “nuovo”.
Secondo l’ecologista John Flux la presenza dei gatti però ha rafforzato la sopravvivenza degli ucelli nativi poiché i gatti hanno eliminato molti parassiti (portati ,per esempio, dai topi) che minavano la vita degli uccelli. Una soluzione che viene proposta dalla Wellington Cats Protection League è quella di tenere i gatti, la notte, chiusi in casa.
Per salvaguardare quindi la vita degli uccelli nativi potrebbe essere sufficiente tenere bene nutrito il nostro amico felico in modo che non avendo fame l’istinto omicida possa essere sopito.
Un altro metodo potrebbe essere quello di munire il vostro gatto di collare con sonaglio in modo che gli uccelli possano essere messi in allerta dal suono e quindi scappare via per tempo.