I pets, come i cani e i gatti, possono soffrire di disturbi compulsivi ed adottare comportamenti inconsueti.

I disturbi compulsivi sono messi in atto dall’animale come forma di difesa, per proteggersi da stress e ansia.

Nel gatto, i disturbi compulsivi più diffusi sono l’autoleccamento eccessivo, la suzione della lana (o l’ingerimento di altri tessuti) e l’iperestesia felina.

 disturbi compulsivi del gatto

 

L’autoleccamento eccessivo

L’alopecia psicogena, o autoleccamento eccessivo, viene praticato da un gatto esposto continuamente a situazioni stressanti, spesso dovute a cambiamenti ambientali.

L’animale tende a leccarsi più spesso del solito, con assiduità e intensità maggiore del necessario.

Nei casi più gravi, può addirittura arrivare a strapparsi il pelo, procurandosi lacerazioni e ferite.

La perdita del pelo coinvolge le zone del corpo più facilmente raggiungibili dal gatto, come il torace, le gambe, il ventre e i fianchi.

L’alopecia psicogena colpisce più facilmente il gatto di sesso femminile e può manifestarsi a qualsiasi età, ma soprattutto intorno alla pubertà.

Prima di confermare che si tratti di un disturbo compulsivo, è comunque opportuno escludere altre cause di natura medica (quali allergie particolari, cistite o ipertiroidismo) che potrebbero aver determinato questa condizione.

gatto lana

 

Suzione della lana

La suzione compulsiva della lana è presente in prevalenza nei gatti svezzati precocemente e nelle razze orientali come il Siamese, la cui predisposizione genetica lo porta a sviluppare, più di altri gatti, un comportamento del genere.

Questo particolare disturbo compulsivo è associato all’allattamento, in quanto la suzione di materiali inadatti procura al gatto un piacere simile a quello provato dal bambino, che nel periodo infantile, succhia il proprio pollice.

È necessario arrestare il prima possibile questa condotta, poiché la suzione della lana o di altri materiali in età adulta si trasforma gradualmente in picacismo (ossia l’ingestione di sostanze non commestibili), un disturbo alimentare pericolosissimo per la salute del gatto, che può provocare occlusioni intestinali.

Esistono anche altre circostanze che possono indurre all’ingerimento di oggetti inadeguati e queste riguardano l’anemia, il diabete, carenze nutrizionali o fame.

 

gatto iperteso

Iperestesia felina

L’iperestesia felina è un’eccessiva sensibilità agli stimoli esterni, causata da un’anormale eccitazione nervosa.

Questa patologia è resa evidente da alcuni sintomi riconoscibili: il gatto ha le pupille dilatate e manifesta un’ipersensibilità cutanea (la sua pelle tende ad arricciarsi, se viene toccata), si lecca in modo continuo ed esagerato (a volte perdendo peli), può avere allucinazioni, correre velocemente e miagolare in modo acuto senza nessun motivo valido.

Le crisi provocate dall’iperestesia felina possono verificarsi più volte al giorno e sono caratterizzate da aggressività, irrequietezza e ansia nel gatto.

Prima di dichiarare con certezza che si tratta di iperestesia felina, è necessario rivolgersi a un veterinario, che valuterà la situazione in maniera professionale.

 

 

Per capire come affrontare nel migliore dei modi i disturbi compulsivi del gatto, abbiamo chiesto indicazioni a Laura Di Marco, Cat trainer e consulente comportamentale.

 

In che modo si possono affrontare e risolvere i disturbi compulsivi del gatto?

 

I gatti vivono con noi da moltissimo tempo ma, ciò nonostante, hanno conservato il loro istinto “selvatico” ed è proprio questo istinto che in alcuni casi può creare dei problemi di comportamento.

Fino a qualche decennio fa il gatto viveva principalmente all’esterno dove aveva la possibilità di svolgere tutte la sue attività e solo alla fine tornava in casa per riposare.

Negli ultimi anni invece i nostri mici sono diventati prettamente casalinghi e non tutti hanno la possibilità di uscire a piacimento. È per questo che hanno sempre più bisogno di noi per poter soddisfare le loro necessità istintive.

 

Tra le varie cause dei disturbi compulsivi quelle che incidono maggiormente sono: un ambiente povero di stimoli,           la mancanza di attività adeguate in grado di soddisfare i bisogni fisici e mentali del gatto, la presenza di un conflitto interiore di fronte a situazioni stressanti in cui il gatto, non sapendo come comportarsi, mette in atto dei comportamenti sostitutivi per cercare di placare l’ansia.

 

Il primo intervento, a prescindere dal tipo di disturbo, consiste nell’arricchire l’ambiente in modo da renderlo più stimolante e più adatto alle esigenze specifiche del gatto e fornire delle attività adeguate che appaghino il suo istinto.

 

È necessario:

 

  • Aumentare l’attività fisica utilizzando tiragraffi a parete, tunnel e mensole che permettano al gatto di muoversi, arrampicarsi, farsi le unghie, correre e saltare.

 

  • Aumentare i giochi di caccia che terminano con la conquista della “preda”. Si può ad esempio legare un pezzo di carne ad una canna da pesca per gatti e farlo “scappare” finché il gatto lo cattura e lo mangia.
  • Utilizzare per l’alimentazione contenitori di cibo interattivi come, ad esempio, la palla porta snack, in modo che il gatto possa “cacciarla”, rincorrerla e mangiare lentamente la sua razione occupando parte della giornata. Si può anche nascondere il cibo in varie zone della casa e farglielo cercare.
  • Organizzare gli spazi predisponendo diverse aree di riposo, di alimentazione ed eliminazione in zone accessibili ma tranquille soprattutto se ci sono più gatti conviventi. In questo modo il gatto o i gatti possono decidere liberamente quando interagire con gli altri componenti della famiglia e quando invece starsene un po’ da soli.

Queste regole generali possono aiutare qualsiasi gatto a vivere meglio la sua vita, non solo a quelli che soffrono di disturbi compulsivi. Per ogni disturbo ci sono poi soluzioni più specifiche da aggiungere a quelle sopra descritte.

 

In merito all’autoleccamento eccessivo?

Il leccamento e la pulizia del pelo sono comportamenti di comfort, una sorta di carezza che allevia le tensioni e rilassa. Il gatto leccandosi cerca di ristabilire una situazione di calma e rilassamento in seguito ad eventi stressanti più o meno duraturi. Gli interventi mirati che potremmo mettere in atto sono:

•  Eliminare le cause scatenanti e, se questo non fosse possibile, desensibilizzare il gatto esponendolo gradualmente allo stimolo in situazioni di rilassamento.

• Creare luoghi tranquilli per permettere al gatto di riposare e isolarsi quando ne ha bisogno, soprattutto se soffre molto della presenza di altri gatti o altri animali.

• Se ci sono più gatti è importante fornire più lettiere e più luoghi di alimentazione distanti tra loro in modo da evitare liti o conflitti.

• Intervenendo sulla percezione che il gatto ha della situazione lo si può aiutare ad adattarsi meglio ai cambiamenti. In genere si lavora sul gioco e sul cibo per spingere il gatto ad avere un atteggiamento più positivo che gli permetta di affrontare la situazione con un altro stato d’animo.

 

Se il gatto succhia la lana?

Oltre che nelle razze orientali e gattini svezzati precocemente ho avuto la possibilità di osservare questo comportamento nei gattini allattati al biberon, in quanto spesso il latte esce molto velocemente saziandoli presto ma non permettendogli di succhiare a sufficienza. In genere è la madre che insegna al gattino a controllare questo bisogno allontanandolo gradualmente quando i suoi dentini aguzzi cominciano a crearle fastidio. Come intervenire?

•  In gattini a rischio, come quelli alimentati al biberon, si può prevenire riducendo il foro della tettarella e lasciandoli succhiare il più possibile fino allo svezzamento.

• Lasciare i gattini con la madre almeno 8 settimane e se ciò non fosse possibile continuare a somministrargli latte con il biberon (sempre con foro piccolo) fino a soddisfare il bisogno di succhiare, poi svezzarli gradualmente.

• Nei gatti e gattini che ridirigono l’azione di succhiare sulla pelle e vestiti dei proprietari o su altri tessuti è importante renderla sgradevole dando dei colpetti con il dito sul muso del gattino a mimare la zampa della madre che lo corregge e cospargendo i tessuti con sostanze dal sapore sgradevole come ad esempio il “bitter apple”.

• È importante inoltre reindirizzare le energie del gatto in attività costruttive che possono essere, oltre a quelle generali indicate sopra, ridirigere l’attività di succhiare in un’attività di masticare o rosicchiare (ossa di pelle, carne essiccata, ossa di pollo crude).

 

Ipertesia Felina?

Di questa patologia non sono ancora state ben chiarite le cause. Mi è capitato di vedere alcuni gatti che mostravano manifestazioni simili alle crisi psicomotorie tipiche di questo disturbo e la maggior parte aveva cominciato ad avere questi problemi in seguito a traslochi, incidenti o malattie che avevano costretto i proprietari a limitargli gli spazi e le solite attività (come ad esempio uscire in giardino). In questi casi aumentare le attività di caccia, gioco, ricerca del cibo e arricchire l’ambiente in cui vive il gatto con tiragraffi, tunnel e altro ancora che possa tenerlo occupato lo aiuta molto a scaricare la frustrazione accumulata.

 

Mi piacerebbe concludere con una considerazione personale. Il gatto è un essere davvero speciale, ogni giorno ci dona la sua compagnia, comprende ogni nostro stato d’animo e ci rende partecipi di una profonda amicizia.

Cercare di capire e assecondare i suoi bisogni è un modo bellissimo di ricambiare la sua amicizia seppure con i nostri “limiti umani”…ma lo sappiamo, il gatto è paziente e ci perdonerà ogni nostro piccolo errore!

 

 

Alessandra Bottaini