Giocare per i gatti è davvero importante: il gioco costituisce infatti un momento fondamentale per questi pets, poiché consente loro di mantenersi in forma ed esercitare i propri sensi.

gatto giochi
Il gioco per il gatto è davvero importante

Attraverso l’attività ludica, il gatto impara a conoscere ed esplorare l’ambiente circostante, a sfogare l’energia in eccesso, evitando lo stress causato da una vita troppo sedentaria; il gioco stimola la sua curiosità , lo fa sentire attivo e apprezzato dal padrone.

La dott.ssa Cristiana Matteocci, Medico Veterinario Comportamentalista, ci aiuta a fare chiarezza proprio sull’argomento giochi per gatti:

Dottoressa Cristiana Matteocci
Dottoressa Cristiana Matteocci

 

Che ruolo svolge il gioco nel rapporto tra animale e padrone?

Il gioco ha la funzione di una “palestra comportamentale” in cui l ’animale può affinare certi moduli comportamentali (ruoli sociali,comunicazione, autocontrolli), sviluppare una relazione soddisfacente sia per il proprietario sia per l’animale, sviluppare i muscoli, migliorare le capacità di percezione in generale.

 

Quali sono i giochi più indicati da fare con il gatto?

Il gioco preferito del gatto è la caccia. È necessario fornire diversi giochi su cui il gatto ridirigerà la sua motivazione predatoria, altrimenti ben presto le mani e i piedi dei proprietari diventeranno prede ambitissime! Alcuni soggetti amano cacciare topini, altri uccelli o insetti. Dobbiamo poter fornire una varietà di scelta al nostro animale.

 

Ci sono casi in cui è meglio evitare il gioco?

La mamma gatta è una figura essenziale, un centro referenziale che insegna al gattino la comunicazione e gli autocontrolli. Se un gattino viene allontanato troppo precocemente dalle cure materne, e se il proprietario utilizza dei giochi inappropriati come mani e piedi, possono insorgere dei disturbi comportamentali come, per esempio, l’aggressività da gioco, caratterizzata da un gioco non inibito con morsi e graffi profondi verso le persone in movimento. In questo caso sarà necessario insegnare al gatto a scaricare la sua motivazione predatoria verso altri oggetti e interrompere il gioco con l’animale quando questo mostra dei segni di eccessiva agitazione. In questo caso è possibile insegnare al gatto dei giochi che stimolano l’attività mentale, piuttosto che quella fisica, attraverso giochi sensoriali, che sviluppano i sensi del felino. Possiamo creare dei giochi mentali anche fai da te, prendendo i rotoli di Scottex finito e creando dei piccoli fori sulla superficie, dentro cui si inseriranno dei bocconcini appetitosi, nascondendo una bella sorpresa al gattino.

 

Quali giochi è consigliabile far praticare ad un gatto pigro o con problemi di peso?

Per rendere piacevole l’esplorazione dell’ambiente domestico e ridurre lo stress della routine quotidiana, che trasforma l’abile cacciatore in abile poltrone, possiamo nascondere al gatto piccoli premi in cibo sotto il tappeto o sopra una mensola.
Un’altra soluzione può essere quella di inserire delle scatole in cartone o dei tunnel come arricchimento ambientale. Per incrementare la motivazione ludica in commercio si trovano alcune erbe che stimolano il comportamento del gioco nel gatto. Tra queste c’è la Nepeta Cataria (catnip), conosciuta sotto il nome di erba gatta, per la capacità di attirare i gatti, e la Valeriana. Nei negozi per animali esistono dei giochi che contengono catnip e che sono particolarmente irresistibili, che possono essere utili per gatti pigri e poco motivati al movimento.

 

Con quali materiali bisogna evitare di far giocare il gatto?

Alcuni gatti amano giocare con i fili di lana o di tessuto. Può succedere che accidentalmente questi materiali vengano ingeriti. Per sua natura il gatto difficilmente chiederà aiuto in caso di bisogno e i proprietari possono accorgersi dell’incidente molti giorni dopo, con conseguenze anche drammatiche. Ci sono, poi, dei comportamenti di pica (ingestione di materiale non commestibile) che possono nascondere stati di malessere psicologico e che devono essere gestiti accuratamente attraverso l’aiuto del medico veterinario esperto in comportamento.

 

Alessandra Bottaini