Quando il gattino graffia il padrone durante il gioco e si dimostra aggressivo, è perché mamma gatta non ha avuto il giusto tempo a disposizione per educarlo correttamente, oppure l’inesperto proprietario non è ancora in grado di cogliere la natura e le comunicazioni del pet.

 

Un primo errore in cui può incorrere il padrone è fare giocare il micino con le proprie mani e i propri piedi. Dopo le iniziali coccole il micio può afferrare con fare combattivo l’arto del padrone con le zampine anteriori e scalciare con quelle posteriori, spesso anche mordendo. Il piccolo Fufi ha gli artigli ed i dentini morbidi ed innocui e non procurerà ferite,  ma trascorso qualche mese e con gli artigli ormai induriti, questo comportamento potrebbe determinare graffi e cicatrici.

È un atteggiamento istintivo ed è il segno di un progressivo aumento di eccitazione del gatto, che non vede più la mano o il piede come un gioco ma come una preda da conquistare. Per educarlo ed avere il controllo sull’animale, lasciandolo però libero di seguire la sua natura, meglio che giochi solo con degli oggetti.

Un’altra cosa importante da conoscere è che maggiore sarà il tempo che il gattino trascorre con la mamma se vive in appartamento, migliore diverrà la relazione che il micio svilupperà con l’uomo. La mamma gli insegnerà a non graffiare, a ritrarre gli artigli e il gattino imparerà dalla madre a fidarsi dell’uomo e a interagire con un linguaggio del corpo comprensibile anche all’uomo. L’esperienza della relazione passerà infatti da madre a figlio.

È importante sapere anche che i gatti hanno poca tolleranza alle continue coccole e alle carezze, si agitano facilmente se vengono toccati a lungo ma non sono mai imprevedibili. Se il gatto graffia o attacca, lo fa sempre dopo aver mostrato segnali di nervosismo, che il suo padrone dovrebbe comprendere immediatamente.

Le orecchie piegate all’indietro, le pupille dilatate, la coda che batte e si muove velocemente, sono atteggiamenti che indicano che è il momento di smettere di accarezzare il gatto.