I felini possiedono dietro la retina una vasta zona riflettente chiamata tapetum lucidum, che aumenta la sensibilità della loro vista in condizioni di bassa luminosità. Ed è proprio grazie a questo strato riflettente che gli occhi del gatto appaiono come fluorescenti. Durante le ore notturne i gatti non vedono i colori: come gli uomini distinguono il bianco e il nero, ma i vari oggetti alla loro visione risultano più luminosi poiché il tapetum lucidum abbassa fino a sei volte il limite della quantità di luce necessaria rispetto all’esigenza dell’occhio umano. La pupilla si dilata e si restringe per consentire all’animale un maggior controllo della visibilità.

 

Non è per caso dunque che i gatti prediligano uscire di notte, anche per cacciare. In termini generali i gatti vedono in maniera lievemente sfumata da lontano, mentre la vista peggiora sensibilmente da vicino; la loro visione è decisamente limpida tra i 10 e gli 80 cm di distanza.

I coni della retina del gatto sono tricromatici, cioè in grado di distinguere il blu, il verde e il rosso; tuttavia, sembra che i mici non vedano con modalità corrispondente il rosso, riuscendo invece a percepire correttamente il verde, il blu ed una gamma di grigi.

 

Una delle differenze principali tra la vista dell’uomo e quella del gatto è il modo in cui viene captata la luce: se l’uomo, per esempio, non ha difficoltà a guardare la luce al neon, il gatto la avverte invece come un susseguirsi di scariche di luce, simili a piccoli lampi. Il gatto può rintracciare con velocità ed efficacia una preda in movimento, ma distingue con difficoltà i dettagli di un oggetto immobile. Il suo campo visivo spazia su 287°, permettendo una vista molto più ampia di quella dell’uomo, che è invece di 180°.

 

Conoscere in che modo i gatti percepiscono i colori, come distinguono le forme fisse o in movimento può aiutare la comprensione del loro modo di vivere e di alcuni loro comportamenti, anche quelli più bizzarri.