Per chi ama i gatti recarsi a Cat Island, in Giappone, potrebbe essere un vero e proprio sogno: la popolazione felina è così numerosa che ovunque si vada ci si trova circondati dai piccoli amici pelosi.

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Aoshima, così si chiama questa piccola oasi di paradiso a sud del Giappone, vanta una quantità di gatti selvatici ben superiore alla presenza umana con una proporzione di circa 6 a 1. Sono oltre 120 i felini che si aggirano sull’isola, mentre solo 20 le persone, tutte di età compresa tra 50 e 80, che vivono nel villaggio.

I gatti sono stati portati sull’isola circa 380 anni fa, ma negli ultimi dieci anni la popolazione è aumentata in modo significativo a causa dell’allevamento incontrollato. Thomas Peter, un fotografo dell’agenzia stampa Reuters, ha visitato Cat Island alla fine di febbraio: molte delle sue fotografie mostrano i gatti che invadono le strade, rannicchiati all’interno di edifici abbandonati o cercando di farsi dare cibo dai turisti.

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Cat Island è infatti diventata una meta calda per i turisti curiosi di vedere le colonie feline che la abitano, le quali tuttavia rappresentano un problema per il governo giapponese: nel tentativo di controllare la crescente popolazione di gatti randagi, tre amministrazioni municipali hanno iniziato un progetto di sterilizzazione di tutti i 3.000 felini presenti sull’isola. Finora, secondo The Asahi Shimbun, un giornale giapponese, le tre città per il momento hanno condotto l’operazione su 1.100 gatti.

Non bisogna inoltre dimenticare che il numero crescente di questa specie porta anche all’estinzione di altri tipi di animali presenti sull’isola, come i conigli.

I governi precedenti hanno utilizzato altri metodi non sempre ortodossi per risolvere il problema della sovrappopolazione.In precedenza, infatti, le città hanno emanato ordinanze che imponevano il divieto ai residenti di lasciare vagare i propri gatti per strada, operazione che si è però rivelata del tutto inefficace.

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Talvolta sono stati adottati anche metodi disumani come l’abbattimento, ma fortunatamente la crescente pressione degli attivisti per i diritti degli animali è riuscita a ridurre questa pratica crudele tanto che il numero dei felini uccisi è sceso da 330.000 gatti nel 1991 a circa 100.000 nel 2013 (questo secondo le stime del Ministero dell’Ambiente).