Da sempre le associazioni animaliste combattono per sensibilizzare le persone nei confronti della vendita di animali, in particolare durante il periodo natalizio, quando molti di essi vengono scelti come dono, talvolta indesiderato. Ma anche quando il regalo è azzeccato, chi lo riceve deve impegnarsi da subito a studiare come poter dare una vita dignitosa a quello che non è un giocattolo, ma un’anima vera.

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Uno dei “regali” più gettonati, perché purtroppo acquistabile per poche decine di euro, è il coniglio. E anche se animati dalle migliori intenzioni bisognerebbe comprendere se la nuova famiglia di destinazione di questo dolcissimo animale sia pronta a prendersi una responsabilità di questo tipo!

In caso positivo, ecco alcune indicazione su come comportarsi durante i primi giorni di convivenza con il nuovo amico peloso.

 

1. Solitamente il coniglio acquistato in un negozio è appena svezzato e si nutre di mangimi e fieno. Occorre quindi procurarsi, oltre a tanto fieno, un mangime che contenga più del 20% di fibre, privo di cereali, semi e melasse: poche marche offrono questo tipo di pellettato, insistete per trovarlo. Mano a mano tuttavia l’alimentazione dovrà subire un cambiamento, diminuendo gradualmente il mangime, per passare alla verdura, che insieme al fieno costituisce la dieta quotidiana del coniglio. Non fate mai mancare una vaschetta o un beverino di acqua fresca, e non esagerate con la frutta, che resterà un premio saltuario per il coniglio più bravo.

 

2. È fondamentale che il coniglio venga immediatamente visitato da un veterinario esperto in animali esotici. Purtroppo non tutti lo sono, occorre quindi accertarsi online o con un buon passaparola che il veterinario scelto sappia come curare questa specie. Si tratta di una visita cruciale, che garantirà la salute ancora fragile del cucciolo con esami specifici. Non bisogna aspettare la fine delle feste per fare la prima visita, durante la quale il veterinario potrà spiegare anche come affrontare i prossimi mesi e anni: quando effettuare le vaccinazioni e quando verrà il momento di sterilizzare il piccolo.

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3. La classica gabbietta in cui viene donato il coniglio può diventare la sua tana o lettiera, ma non deve assolutamente costituire la sua prigione. Il coniglio, proprio come il gatto, deve avere libero accesso allo spazio della casa (dopo aver protetto fili elettrici e tolto dalla sua portata piante ornamentali). Solo lasciando un coniglio libero 24 ore su 24 si potrà apprezzare appieno la sua meravigliosa personalità (che dà il suo massimo di notte, quindi questa regola vale anche per quando noi andiamo a dormire). Il coniglio impara generalmente a fare i bisogni nella sua lettiera (che non è la sabbia del gatto, bensì il pellet di legno da stufa che non emana fumi tossici), ma è del tutto normale che qualche pallina scappi in giro. In particolare durante il periodo della pubertà, il coniglio tenderà a marcare il territorio, ma la sterilizzazione e una buona educazione potranno risolvere il problema.

 

4. I conigli sono animali meravigliosi e nel loro apparente mutismo sono in realtà in grado di comunicare molto efficacemente con gli umani che si prestano all’ascolto. Tuttavia non sono animali adatti a tutti, in particolare non sono adatti ai bambini perché molto fragili e appunto di difficile interpretazione. Per questo se non si è in grado di prendersene cura è importante rivolgersi alle associazioni di volontari che potranno dargli le dovute attenzioni e trovargli una famiglia che possa accoglierlo per sempre.

 

Roberta Ravelli