Numerosi marchi di abbigliamento hanno già rinunciato all’uso della lana d’angora.

Tra questi ci sono H&M, Calvin Klein, Tommy Hilfiger, Puma e Victoria’s Secret.

Angora-RabbitAnche Benetton ha recentemente deciso “di interrompere l’uso di lana d’angora in tutte le collezioni vendute a livello mondiale.”

Grazie alla forte campagna di PeTA (People for the Ethical Treatment of Animals), l’azienda di abbigliamento italiana ha ceduto alle pressioni e vietato l’angora nei suoi 6.000 negozi in tutto il mondo.

L’investigazione di PeTA con telecamere nascoste, ha svelato i metodi cruenti con i quali i poveri conigli venivano privati del loro pelo.

In particolare PeTA riferisce del successo delle investigazioni condotte in che da sola produce il 90% di lana d’angora del mondo.

I filmati hanno avuto un impatto così significativo, da far calare del 74% le esportazioni d’angora nel 2013 e 2014.

In un comunicato, il Benetton Group ha precisato che in linea con “l’impegno di lunga data verso le tematiche sociali, compreso il benessere degli animali” hanno già interrotto l’uso dell’angora nella loro produzione.

“Una volta terminato l’inventario attuale, nei negozi Benetton non saranno più disponibili prodotti in lana d’angora”, ha dichiarato Benetton Group.

“Siamo lieti che Benetton abbia aderito alla lunga lista di aziende senza angora, rispondendo così alla domanda dei consumatori e facendo una cosa giusta in favore degli animali – hanno dichiarato gli attivisti di PeTA – Fortunatamente per gli appassionati di moda etica, i tessuti senza crudeltà sugli animali, sono ormai facilmente disponibili.”

La PeTA comunque invita anche gli altri marchi che ancora contribuiscono a questa crudeltà a seguire questa strada e a dimostrare che la crudeltà verso gli animali non trova posto nei loro negozi.