Le Associazioni animaliste denunciano la triste sorte dei conigli, il terzo animale da affezione per numero di abbandoni.

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La sorte terribile dei cani abbandonati sui cigli della strada durante il periodo estivo, ora tocca soprattutto a gatti, conigli, cavie, criceti e gerbilli. In particolare, sempre più spesso i conigli da compagnia sono le nuove vittime di padroni senza cuore in partenza per comode vacanze.

I conigli sono infatti il terzo animale di affezione in Italia, ma purtroppo i loro padroni, che gongolano quando li vedono dolci e carini nelle gabbie dei negozi, non si rendono conto che sono delle creature viventi – peraltro molto delicate – e non dei giocattoli, e che non possono vivere in gabbia.

L’allarme lanciato dall’Enpa (Ente Nazionale Protezione Animali) ad inizio estate è stato rilanciato in questi giorni dalle sezioni Enpa di Trieste e dall’associazione “La voce dei conigli” di Rovigo, che denunciano la triste sorte dei conigli, il terzo animale da compagnia per numero di abbandoni.

Se infatti il numero complessivo degli abbandoni è leggermente diminuito (con un calo di circa il 15% di abbandoni di cani), l’Enpa ha registrato un sensibile aumento degli abbandoni di altre specie di animali d’affezione: gatti, soprattutto, ma anche conigli e cavie, fino ad arrivare a quelli esotici.

L’Enpa di Trieste denuncia un’”estate drammatica” e dà sfogo su Facebook a tutta l’amarezza per il trattamento riservato in particolare a conigli, cavie, criceti, gerbilli perché considerati alla stregua di giocattoli: «Lasciati in parchi, giardini, vicino ai bottini con le gabbie… scontano questa triste fine perchè considerati alla stregua di giocattoli: quando ci si stufa possono essere buttati».

La volontaria rodigina Beatrice Targa si lamenta che «Non tutti sanno che sono animali che non possono vivere in gabbia. Tanti se ne rendono conto dopo, quando si trovano la casa rosicchiata, e così li abbandonano».

Sempre più persone scelgono come animale d’affezione queste piccole e delicate creature batuffolose, che conquistano grandi e piccoli con la loro morbida bellezza, ma lo fanno senza conoscere il comportamento, le necessità alimentari e le caratteristiche di questo animale.

Tra i tanti luoghi comuni sui conigli c’è quello per cui si possono lasciare in un bel prato e lì vivranno felici e contenti, e faranno tanti bei coniglietti, denuncia Agire Ora. Un abbandono non-abbandono insomma, che risolve i problemi di coscienza senza danno per gli animali.

Peccato che non sia così, spiega l’associazione: i conigli domestici, specie se nani, non possono affatto sopravvivere “in natura”. «Questi animali non sono in grado di sfuggire ai predatori, perché nemmeno li riconoscono come tali. Abituati ai pellets, non sanno distinguere le erbe che per loro sono velenose, non hanno le difese immunitarie per resistere alle malattie. Abbandonare questi animali in campagna significa condannarli a una morte sicura».

Ricordiamo che l’abbandono non soltanto è indicativo della crudeltà umana sugli animali e rappresenta una dimostrazione di inciviltà ma un reato punito con l’arresto fino a un anno e un’ammenda da mille a 10 mila euro”.

Per saperne di più sui conigli leggi: Conigli: 9 miti da sfatare!