Purtroppo negli ultimi anni la violenza domestica non riguarda solo le persone e, in particolare, le donne, ma anche gli animali domestici presenti all’interno del nucleo familiare.

cane triste

I pets verrebbero utilizzati come oggetto di ricatto psicologico da parte degli aggressori al fine di tenere le proprie vittime legate a sè: circa il 38% delle donne ospitate in rifugi specializzati hanno dichiarato che i loro aguzzini non si sono fatti problemi a minacciare anche gli amici a quattro zampe; in seguito a un secondo sondaggio la percentuale è salita al 50%.

La responsabile dell’associazione Paws for Kids, Carole Marsden, ha dichiarato che:
“Gli animali domestici presenti in una famiglia sono usati come strumento per controllare le proprie vittime. Tale atteggiamento ha effetti su tutti i membri della famiglia, tra cui i bambini. A volte l’animale può essere, infatti, la principale fonte di affetto e amore che i bambini hanno quando vivono a contatto con la violenza domestica“.

gatto triste

Quasi la metà della popolazione del Regno Unito ha animali domestici e lo scorso anno ci sono stati quasi un milione di casi di violenza domestica denunciati alla polizia: una cifra davvero immensa, raddoppiata nel giro di soli 12 mesi.

Proprio per questo la RSPCA mette a disposizione un servizio di affidamento temporaneo rivolto ai pets, della durata di circa quattro mesi, tempo in cui la vittima può riuscire a reagire e allontanarsi dal suo aggressore, per poi ritrovare il proprio amico a quattro zampe ad aspettarla.