Una delle patologie più comuni che, purtroppo, può colpire gli animali domestici è l’urolitiasi, ovvero la formazione di calcoli (uroliti) nelle vie urinarie. Spesso si manifesta sotto forma di cistite o uretrite e può comportare la presenza di sangue nelle urine (ematuria), l’aumento delle minzioni (pollachiuria) e la difficoltà di urinare (disuria).

Anche il comportamento dell’ animale è indicativo: il gatto affetto da urolitiasi si dimostra insofferente e nervoso, ha dolori addominali, si nasconde, rifiuta il cibo, si lecca i genitali con insistenza, tende a sporcare fuori dalla lettiera e in luoghi non appropriati; il cane, invece, è costretto ad uscire più volte per le sue passeggiate.

 

Per riuscire a stabilire se l’animale è affetto da urolitiasi il veterinario eseguirà un’ analisi delle urine ed un’ ecografia addominale per verificare la presenza e la localizzazione degli uroliti, il loro numero e la loro forma. Attraverso un’ operazione chirurgica è possibile rimuovere i calcoli che saranno successivamente analizzati, così da evidenziare da quale tipo di minerale sono composti.

La corretta e completa eliminazione degli uroliti dipende, infatti, dalla conoscenza della loro composizione minerale. I più comuni minerali che si riscontrano nei calcoli del cane e del gatto sono la struvite e gli urati di ammonio. L’urolitiasi tende a colpire gli animali di taglia più piccola e di sesso maschile, mentre la struvite è più frequente nelle femmine. Per quanto riguarda le razze, il Dalmata, insieme ad altri, tende ad essere maggiormente soggetto all’urolitiasi, probabilmente a causa di una predisposizione genetica.

 

Tuttavia la calcolosi urinaria non si sviluppa esclusivamente per forme ereditarie, ma anche a causa di malformazioni urogenitali o patologie acquisite che provocano un aumento dell’escrezione urinaria di alcuni minerali. Anche l’habitat dell’animale ha il suo peso: un ambiente dal clima molto caldo e il limitato accesso all’acqua fresca determinano il rischio di disidratazione o di ritenzione che sfociano di conseguenza nell’urolitiasi.

 

In quale modo è possibile eliminare gli uroliti?

I metodi specifici sono il ricorso ad una dieta determinata e la rimozione chirurgica. Il trattamento dietetico prevede l’assunzione di acqua (occorre incoraggiare l’animale a bere spesso) e l’adozione di un’alimentazione ricca di cibi umidi.

Un’altra pratica efficace è quella che riguarda l’aumento di sodio nella dieta: l’eccesso di sale è sempre da evitare, ma in questo caso l’incremento dell’apporto di questo elemento determina una maggiore assunzione di acqua e quindi della produzione di urina.

L’eventuale passo successivo alla dieta, se risultata inefficace, è la chirurgia, che può comportare diversi tipi di intervento, quali la nefrotomia, l’uretrotomia o la cistotomia.

In ogni caso, con l’aiuto del veterinario, sarà possibile trovare la soluzione più appropriata al caso clinico personale.

 

 

Alessandra Bottaini