I Talebani, durante un conflitto a fuoco con i nemici, nel dicembre 2013 hanno catturato Colonel, un cane da guerra (guarda il video di Colonel).

 

Il cane da guerra è un semplice cane addestrato appositamente per accompagnare l’uomo in operazioni che si compiono in una qualunque azione o pratica come intimidazione, ricognizione, attacco o rilevamento esplosivo.

L’utilizzo di cani di questo tipo ha origini antichissime risalenti all’antico Egitto. All’epoca venivano vestiti con armature fatte di cuoio e con lame metalliche per proteggerli. Gli animali venivano scelti in base alla loro corporatura che doveva essere molto robusta e alla loro aggressività e resistenza al dolore.

 

Oggi, questo esemplare di cane viene equipaggiato con una sorta di giubbotto con una piccola torcia, una telecamera e un GPS. Gli Stati Uniti hanno dichiarato che Colonel appartiene alle loro forze armate e che era stato impiegato in un’operazione anti-guerriglia.

I reparti NATO, contro l’azione effettuata dai Talebani, affermano che viene fatto un largo uso di questi cani per perlustrare tunnel o edifici oppure, sempre a seguito di addestramento, sono utilizzati come cani anti-bomba. Le telecamere di cui dispongo servono per trasmettere immagini in streaming al soldato che li accompagna per prevenire buche e trappole esplosive.

Il numero di cani da guerra sta aumentando in maniera costante in queste operazioni. Secondo gli ultimi dati, ne sono stati impiegati circa 650 nelle ultime azioni da parte dell’esercito americano mentre in Vietnam si ricorse ad un numero intorno ai 5000 esemplari.

 

Col tempo i cani da guerra hanno raggiunto un tasso di esito positivo molto alto nell’individuare bombe o ordigni piazzati dai Talebani nelle varie aree come ai lati delle strade, agli ingressi dei villaggi e vicino alle abitazioni. In tutto questo, però, ci sono degli aspetti negativi. Infatti, gli animali vengono esposti a troppi pericoli come le esplosioni e sottoposti a forte stress dovuto al troppo tempo di lavoro necessario al compimento delle loro azioni. I veterinari del centro di Lackland in Texas affermano che il 5% dei cani sono affetti dalla sindrome post-bellica.