Non è solo un modo di dire ma ora anche una evidenza scientificamente testata: tale cane e tale padrone.
Dove sta il segreto? Negli occhi.

Bambina e cane

La prova è arrivata grazie ad una ricerca condotta da Sadahiko Nakajima, psicologoso Giapponese della Kwansei Gakuin. Il dott. Nakajima ha sottoposto all’attenzione di 502 studenti la foto di un cane accostata a quella di altre persone. Scopo degli interrogati: riconoscere chi fosse il padrone.

 

Il dott. Nakajima aveva preparato tre tipologie di accostamenti per i suoi studenti: nel primo caso bisognava riconoscere il padrone del cane a volto coperto, nella seconda parte cani e padroni avevano la bocca coperta e nel terzo caso il cane ed i relativi potenziali proprietari avevano gli occhi coperti.
I risultati sono stati sorprendenti: l’80% degli interrogati ha identificato il padrone del cane. Davvero tale cane tale padrone!
La percentuale di successo nella scelta è rimasta molto elevata anche quando agli studenti è stato richiesto di riconoscere il padrone nonostante ci fossero i musi coperti: 73%.

 

Più difficile invece capire chi è il padrone del cane se vengono coperti gli occhi: solo uno studente su due è stato in grado di collegare correttamente pet e proprietario.
È stato lo stesso dott. Sadahiko Nakajima a dare una spiegazione del fenomeno, chiarendo che potrebbe trattarsi di “effetto di esposizione semplice”, per cui ci si affeziona ad una persona che vediamo spesso, ed in particolare al volto e ai suoi occhi, e si tende così a farli propri.