Secondo un rapporto del 2010, in cui il ministero della Giustizia danese si è occupato di intervistare e raccogliere le testimonianze di alcuni veterinari, è emerso che il 17% di questi sospettava che alcuni animali portati nelle loro cliniche fosse stato vittima di violenze sessuali da parte di esseri umani.

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Atti a dir poco incresciosi, che devono essere fermati: con questi presupposti, alcuni gruppi animalisti, preoccupati che la normativa vigente in Danimarca incoraggi i turisti a scegliere il Paese come meta per consumare rapporti sessuali con gli animali, hanno chiesto che il Parlamento prendesse dei provvedimenti a riguardo.

Il Parlamento ha così approvato un emendamento che punisce i trattamenti brutali da parte degli esseri umani nei confronti delle specie animali. Secondo il ministro dell’Agricoltura Dan Jorgensen l’esistenza di trascorsi sessuali tra esseri umani e animali in Danimarca è una certezza, ma la difficoltà di fornire prove concrete circa i fatti complica le cose; egli ha anche aggiunto che la legge attuale non è in grado di proteggere i quattro zampe come si deve.

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La Danimarca è infatti l’unico Paese nel nord Europa che ancora oggi considera legali i maltrattamenti nei confronti degli animali: proprio per questo sono giunte le denunce di altri gruppi animalisti a livello internazionale, tra cui l’organizzazione People for Ethical Treatment of Animals (Peta), che hanno persino inviato una petizione al primo ministro danese affinché favorisca l’entrata in vigore della legge.