Lavorare a stretto contatto con il proprio cane porta tantissimi benefici. I risultati della ricerca condotta a giugno 2015 negli Stati Uniti dall’azienda Purina in collaborazione con  Mississippi State University College of Veterinary Medicine, mostrano che avere il cane in ufficio causa minor stress, maggior produttività, soddisfazione professionale e spirito di collaborazione.

In sintesi, presenza di un cane aumenta il benessere sul luogo di lavoro.

Purina-PetatworkLa ricerca è stata pubblicata in occasione della giornata mondiale dei cani in ufficio (“Take your dog to work Day”) che si festeggia il 26 giungo.

Questa singolarissima iniziativa è stata ideata dall’inglese Pet Sitters International (PSI) nel 1996 per mostrare tutti i benefici psico-fisici derivanti dalla prossimità con un cane durante l’orario di lavoro.

Dallo studio emerge che i dipendenti che lavorano in contesti pet-friendly hanno quasi il doppio delle probabilità di essere molto soddisfatti del loro lavoro rispetto a chi lavora in aziende che non ammettono animali domestici.

Inoltre il 72% dei dipendenti è impiegato in strutture che non prevedono la presenza dei pet e circa due su tre credono che, con il generale consenso dei colleghi, i pet debbano essere ammessi in ufficio.

Lo scorso anno Purina ha lanciato [email protected], un progetto che consente ai dipendenti dell’azienda di portare con sé i propri amici pelosi in ufficio nel nuovo campus di Assago (MI).

“In Purina – spiega Marco Travaglia, Direttore Generale di Purina Sud Europa – crediamo fortemente che quando le persone e gli animali da compagnia stanno insieme, la vita si arricchisce: l’iniziativa [email protected] porta in vita questa visione. Si tratta di una conquista importante che cambia in modo duraturo il modo di lavorare in azienda e che vuole contribuire a sensibilizzare sempre più sui benefici che il rapporto con un animale da compagnia può portare nella vita quotidiana delle persone. Un esempio virtuoso che, con i benefici che comporta anche in ambito lavorativo, ci auguriamo possa spingere più aziende a valutare la possibilità di intraprendere un percorso di apertura dei pet sul posto di lavoro”.