Lo strano caso si è verificato lunedì mattina a Milano, in via Caccialepori, storica strada che, con via Osoppo, forma il famoso incrocio della rapina del 1958, quella che portò agli onori della cronaca la malavita milanese. Ma questa è un’altra storia.
Lunedì mattina alcuni passanti hanno chiamato la polizia perché hanno visto Aristide A., pittore di 74 anni, distribuire lungo il marciapiede pezzi di carne. Quando arrivano gli agenti della polizia ci sono ancora almeno venti pezzetti di carne sull’asfalto e chiedono spiegazioni all’anziano. Già in precedenza si erano verificate liti e discussioni per le condizioni igieniche di via Caccialepori. Infatti i padroni dei cani portati a passeggio non raccolgono i bisogni con paletta e sacchetto e sono anni che i residenti si lamentano senza ottenere però risultati. Per questo un cittadino, Gianluca, 35 anni, non ha esitato a chiamare i poliziotti. “C’è un signore anziano che lascia polpette per strada e potrebbero essere avvelenate. Venite”. La polizia sul posto ha subito raccolto le testimonianze dei vicini e dei passanti.

Insomma alcuni hanno ricordato che l’anno scorso un cane era morto dopo aver mangiato carne gettata da Aristide. Inoltre Gianluca ha anche ricordato che un cane era stato vittima di intossicazione qualche settimana fa. Altri invece hanno ricordato come l’anziano sia noto in zona per le lamentele contro i padroni che non raccolgono i bisogni dei loro cani. Quindi in molti pensano ad una vendetta del pittore contro i cani che sporcano i marciapiedi. Il pensionato si è difeso con forza dalle accuse e alle domande degli agenti Aristide risponde: “È carne buona, mi era avanzata dal pranzo di Pasqua e invece di buttarla l’ho messa qui per strada per qualche randagio affamato “. La polizia raccoglie le dichiarazioni dell’anziano e la carne viene sequestrata per essere analizzata dalla Scientifica. Se la carne risulterà avvelenata o avariata, l’anziano sarà denunciato per maltrattamento animale. Tra qualche giorno le analisi sui bocconi risolveranno ogni dubbio: sapremo così se è il classico caso di inciviltà o la semplice ricerca di un perfetto capro espiatorio sui cui riversare le proprie frustrazioni. Già l’estate scorsa la zona era stata colpita da balordi che si divertivano ad avvelenare gli animali randagi a Lorenteggio.