Si è appena guadagnato una menzione nel record dei primati e nella classifica dei “pelosi” più famosi del mondo Migaloo, Labrador australiano di tre anni insignito del titolo di primo “cane archeologo”. All’attivo, la localizzazione di un sito funerario aborigeno contenente ossa che risalgono a seicento anni fa.

E’ risaputo, i cani sono dotati di grande intelligenza, dote che talvolta si manifesta in maniera inaspettata e sbalorditiva. Numerosi psicologi e comportamentismi canini hanno addirittura stilato una lista delle razze più intelligenti, tra le quali spicca quella del Labrador retriever. E’ noto anche che l’olfatto canino sia uno dei sensi più sviluppati del regno animale. Benché le sue potenzialità non siano ancora state completamente rivelate dagli studi umani, si sa che il naso di un cane è provvisto di oltre 200 milioni di ricettori olfattivi, a differenza di quello dell’uomo che non supera i 20 mila: qualunque cane, dunque, ha una capacità di discriminare gli odori superiore di circa mille volte rispetto a quella dell’uomo.
Intelligenza acuta e fiuto imbattibile sono proprio le qualità che hanno reso Migaloo, un meticcio di femmina di Labrador nero, di tre anni d’età, una vera e propria celebrità a quattro zampe: grazie all’insegnamento dell’esperto addestratore australiano Gary Jackson, è ora in grado di localizzare ossa umane antiche centinaia di anni.
Migaloo è il primo cane della storia ad essere addestrato all’archeologia: ci sono voluti sei mesi di training e la collaborazione del South Australian Museum, che ha messo a disposizione una collezione di ossa antiche; il test finale si è svolto in un sito funerario aborigeno dell’Australia meridionale, dove era stata scoperta una sepoltura antica seicento anni. Alla presenza di funzionari del museo e anziani della tribù, il cane ha individuato dopo un solo minuto tutti i punti delle sepolture, con precisione infallibile, localizzando ossa presenti a più di tre metri di profondità.
Sebbene l’olfatto canino venga impiegato abitualmente nel rilevare sostanze esplosive, droga, o cadaveri occultati, nessuno prima d’ora aveva mai immaginato di poter utilizzare i cani anche nel campo dell’archeologia, come strumento esplorativo più rapido ed efficace di qualunque radar o magnete.