In Italia ci sono ancora molti dubbi sul microchip per i cani: in molti, infatti, non sanno che è obbligatorio per legge e che tutela il cane da eventuali furti, abbandoni e smarrimenti

Nonostante sia una pratica diffusa ormai da un po’ di anni, tra i padroni di cani, sia di razza sia bastardini, c’è ancora parecchia confusione. Come prima cosa occorre sottolineare che il microchip non è un’opzione: la legge, infatti, rende obbligatoria l’applicazione del microchip a tutela della salute e dell’incolumità del cane. Non tutti sanno, infatti, che anche i nostri amici a quattro zampe posseggono un’anagrafe, dove sono registrati assieme al loro legittimo proprietario, il quale però spesso non sa nemmeno cosa sia, né a cosa serva davvero, l’oramai famoso microchip. Lungi dall’essere una sorta di navigatore satellitare che consente di rintracciare il cane ovunque si trovi, il microchip è un trasponder che misura pochi millimetri e che viene inserito sottopelle mediante un’operazione semplicissima e del tutto innocua per l’animale.

Letto mediante un apposito strumento posseduto da veterinari, canili e Asl regionali, il microchip consente di identificare il cane e il suo padrone, che può dunque essere rintracciato qualora il cucciolo per esempio si sia perso, oppure, nella peggiore delle ipotesi, sia stato abbandonato oppure rubato. Il microchip è un dispositivo assolutamente inerte, nel senso che non emette onde di alcun tipo e non nuoce alla salute del cane; è questo, infatti, uno dei principali timori dei padroni più apprensivi e attenti alla salute del loro cane. Il microchip può essere applicato presso qualsiasi clinica veterinaria e costa come una semplice visita di controllo. Esistono casi in cui è applicabile in maniera quasi gratuita – cioè pagando solo il costo del semplice microchip presso la Asl, non quello dell’applicazione: ciò accade per i cuccioli che non hanno ancora compiuto due mesi di vita. Dopo i due mesi, il servizio veterinario della Asl rimanda il proprietario dal veterinario, oppure, se accetta di inserite il microchip in loco, applica una sanzione di ottanta euro dovuta al ritardo. Per legge, a possedere il cane deve essere un maggiorenne incensurato, e il cane non può essere ceduto o regalato se non è prima “microchippato”.