Il chilotorace è una delle malattie rare che può interessare cani e gatti. I sintomi principali sono tosse, inappetenza e difficoltà respiratorie. Quando una dieta povera di grassi non risolve il problema, l’unica alternativa rimane l’intervento chirurgico.

La malattia si manifesta con la presenza di chilo, cioè della linfa proveniente dall’intestino, all’interno della cavità pleurica. I sintomi che accompagnano questo problema compaiono solo quando l’accumulo di linfa nella cavità toracica si fa più importante. Nei primi stadi della malattia, infatti, quando il versamento del chilo è modesto, sia cani che gatti non mostrano segnali rilevanti. Quando invece il torace risulta fortemente occupato dalla linfa, allora insorgono sintomi come: inappetenza, tachipnea (ovvero un sensibile aumento del ritmo respiratorio), difficoltà respiratorie (dispnea), spesso accompagnate da tosse ed ipertensione venosa.

Le cause del chilotorace in cani e gatti possono essere: la rottura del dotto toracico, malattie cardiache congenite o acquisite, ostruzione della vena cava craniale o della giugulare, linfoma, timoma, tumore della base del cuore, granuloma da cause fungine, e solo raramente eventi traumatici.

Quando non si riesce ad individuare la causa si parla di chilotorace idiopatico. Se si riesce a determinare e successivamente curare, la causa primaria, il versamento di linfa si risolve, anche se possono passare diversi mesi. La diagnosi, per essere il più possibile accurata, prevede la radiografia, la ecocardiografia e successivamente la toracentesi, ovvero un drenaggio del liquido formatosi nel cavo. Il deflusso della linfa tra l’altro dà immediato sollievo all’animale che tornerà a respirare con maggiore facilità.

Nel caso di chilotorace idiopatico, si può tentare con una terapia che prevede dieta a bassissimo contenuto di grassi. In abbinamento si somministrano sostanze naturali come la rutina (un antiossidante) e il chitosano, una sostanza ottenuta dagli esoscheletri dei crostacei, in grado di “legare i grassi”. Se tali cure non dovessero sortire gli effetti desiderati, si può prendere in considerazione l’intervento chirurgico.
Si tratta di interventi altamente specializzati, che comunque non garantiscono la completa guarigione.

 

Roberta Ravelli