La processionaria è un piccolo bruco peloso che si muove solitamente in gruppo, ricordando il movimento di una processione. Nonostante l’apparenza simpatica rappresenta un grave pericolo per l’uomo e gli animali domestici, in particolare per il cane.

 

La processionaria è la forma larvale della Thaumetopoea , un lepidottero notturno molto comune sul territorio italiano. La forma adulta è quella di una piccola farfalla bruna che nei mesi di luglio ed agosto depone grandi quantità di uova tra le fronde di pini e querce. Le larve fuoriescono dai gusci a fine estate e rimangono a nutrirsi sui rami fino al calo delle temperature. Riescono a superare l’inverno riparandosi in nidi di seta ed a primavera tornano a nutrirsi regolarmente fino al raggiungimento dell’ultimo stadio larvale. A questo punto le processionarie si calano dagli alberi grazie a sottili fili di seta ed iniziano la loro marcia alla ricerca di un buon posto per interrarsi e trasformarsi in giovani farfalle.

 

La processionaria si presenta come un piccolo bruco di circa 4 centimetri, interamente ricoperto da una peluria chiara che le conferisce un buffo aspetto tigrato. Questi peli sono vere e proprie armi chimiche attraverso le quali la larva si protegge dai possibili predatori. Le ghiandole alla base del pelo producono una potente tossina che, inoculata sui tessuti cellulari per contatto, causa liberazione locale di istamina con gravi infiammazioni locali.

 

Il cane che ingerisce una processionaria corre gravi rischi. Il danno sulla mucosa orale è immediato a causa della scarsa presenza di cheratina. Bastano pochi secondi per l’instaurarsi di gravi lesioni infiammatorie. L’animale manifesta abbondante salivazione, dolore ed abbattimento. Nei casi più gravi possono comparire gravi difficoltà respiratorie e sintomatologia gastroenterica.

Il primo intervento da fare è quello di cercare di rimuovere la tossina dalla bocca del cane attraverso lavaggi con acqua (è importante evitare di toccare la processionaria a mani nude per non incorrere in fastidiose lesioni sulla pelle). Sarà quindi essenziale fornire all’animale un trattamento medico veterinario appropriato nel più breve tempo possibile.

 

Roberta Ravelli