Sembra che le immagini di cuccioli siano davvero irresistibili e guardarle porta le persone ad avere reazioni molto simili a quando si trovano davanti alla fotografia di un bambino piccolo. Perché?

little boy playing with a puppy

Studi di “brain imaging”, tecnica diagnostica che consente di visualizzare l’attività cerebrale, mostrano che nel momento in cui viene visualizzato il viso di un bambino piccolo, nel cervello viene rilasciata la dopamina: più il bambino è carino, maggiore è il rilascio.

I ricercatori hanno scoperto che le immagini dei bambini più carini suscitano un impulso protettivo più profondo negli adulti: quando ai soggetti sono state mostrate le immagini e si è chiesto loro di valutare la motivazione per la quale si sarebbero presi cura del bambino, essi erano più inclini a scegliere quelli dotati di una bellezza più accattivante.

Perché gli uomini hanno lo stesso tipo di risposta anche verso i cuccioli di altre specie? Hanno questo tipo di risposta al giovane di un’altra specie? In realtà si è scoperto che il nostro cervello non effettua processi molto differenti nel momento in cui si visualizza un cucciolo: secondo Stephen Hamann della Emroy University, infatti, verrebbero attivati gli stessi circuiti neurali.

Child With Dog In Nature

La ricerca della ricercatrice Jessika Golle e dei suoi colleghi dell’Università di Berna, in Svizzera, ha mostrato questo meccanismo in maniera ancor più specifica. Lo studio si è basato sull’adattamento visivo: guardando una luce intensa, anche l’illuminazione normale può sembrare buio, mentre guardando una luce fioca, anche l’illuminazione normale può sembrare più luminosa. Lo stesso processo si verifica guardando immagini carine.

In altre parole, i circuiti neurali non prestano attenzione a ciò che si sta guardando, se cucciolo o bambino, ma a quanto sia carino. Non che il cervello umano abbia difficoltà a distinguere le specie, ma ad un certo livello neurobiologico un neonato risulta uguale a un cucciolo di animale domestico, a un vitello o a un cerbiatto.