Ecco come svolgere una piccola prova pratica per testare le capacità uditive del proprio cane.

 

Appartarsi in una stanza quanto più possibile isolata acusticamente, collocarsi alle spalle del cane in modo che il pet non se ne accorga e battere le mani per verificare la sua reazione al rumore: se non reagisce purtroppo il cane è quasi certamente diventato sordo.

 

Prestare la massima attenzione anche al comportamento tenuto del cane in altre occasioni. Ecco un elenco di domande utili per comprendere la capacità uditiva di un cane: rispondendo “si” anche solo ad uno di questi quesiti si può dedurre che il pet potrebbe soffrire di un deficit della funzione sensoriale uditiva:

 

– Il cane non si accorge di voi fino a quando non vi vede, o fino a quando non lo toccate?

– Non reagisce all’abbaiare di altri cani o a suoni esterni (come il citofono o il suono del telefono)?

– Non si gira verso di voi o si rivolge dalla parte opposta quando lo chiamate?

– Non ubbidisce più ai comandi?

– Scuote la testa in continuazione?

– Si gratta in continuazione le orecchie lamentando dolore?

– Le orecchie emettono secrezioni?

 

La ipoacusia (riduzione o mancanza della capacità mono o bilaterale di percepire i suoni) del cane non è sempre permanente: talvolta il pet può incorrere in una sordità temporanea causata, ad esempio, da infezioni alle orecchie o dall’accumulo di cerume e di pelo nel cavo auricolare. Una visita dal veterinario ed un’accurata igiene delle orecchie potranno restituire al cane, in questi casi, l’udito.

Esistono razze canine più soggette a deficit uditivi sia temporanei sia permanenti. Per quanto riguarda la sordità permanente è emerso che essa affligge con più probabilità i cani dal mantello pezzato, come i bulldog, i beagle o i setter, ma anche i collie, i pastori australiani o gli alani arlecchino.