È in corso in questi giorni la 67ª edizione del Festival del cinema di Cannes, e a sfilare sul red carpet è arrivato anche Hagen, cane protagonista dell’ultimo film di Kornel Mundruczo.

 

67 Festival del Cinema di Cannes
Il cane Hagen insieme al regista e alla protagonista di White God

 

La pellicola, intitolata “White God”, è in concorso per la sezione “Un certain regard” e narra la visionaria vicenda che vede contrapporsi gli uomini agli amici a quattro zampe in un’Ungheria in cui è stata approvata una legge che impone un’onerosa tassa per tutti coloro che possiedono dei cani non di razza, dei “meticci”.

Budapest viene quindi invasa da cani abbandonati da quei padroni che si rifiutano di versare il tributo al governo e uno di questi è il padre della tredicenne Lili che nutre, però, un profondo affetto nei confronti di Hagen, il suo grande amico a quattro zampe.

La ragazza inzierà allora una disperata ricerca per ritrovare l’animale, che nel frattempo sarà costretto ad affronatre soprusi, violenze e molteplici peripezie per tentare di sopravvivere.

 

Un film che propone vere e proprie atmosfere apocalittiche, senza però mai perdere del tutto contatto con la realtà.

 

Cani White God
Una scena presa da White God

 

A proposito della pellicola e di ciò che vuole trasmessa con essa, il regista Kornel Mundruczo ha affermato:

“Volevo evidenziare inoltre come parallelamente ai dubbi vantaggi della globalizzazione, il sistema delle caste si sia rinforzato. Il senso di superiorità è diventato il principale privilegio e valore della civilizzazione occidentale ed è divenuto impossibile evitarne l’abuso. […]

Al posto delle minoranze ho voluto scegliere pertanto degli animali come soggetto del mio film, una specie derelitta che è stata una volta amica dell’uomo e che ora è costretta a rivoltarglisi contro pur di far valere la sua esistenza. Volevo combinare il topos dei film di vendetta con il melodramma e la moralità delle favole in maniera dinamica, vivificante e sentimentale.

 Il mio obbiettivo è che il pubblico sostenga Hagen affinché si ribelli e Lili perché comprenda che la ribellione è legittima. Lo spettatore potrà così passare attraverso una purificazione e decidere di arrivare a una decisione: quella di non conformarsi a diventare un adulto bugiardo.”

Per quello che invece riguarda il lavoro fatto per girare le scene con i cani, si è rivalato una vera e propria terapia per tutti: “Noi siamo tutti diventati cani e loro umani. […] Si può collaborare con un’altra razza.”

Dopo la produzione del film Mundruczo ha istituito insieme al suo team un programma di adozione per i cani che hanno lavorato sul set e hanno trovato una casa a tutti loro.

 

 

Roberta Ravelli