3.500 i beagle allevati ogni anno a Green Hill e sottoposti a sperimentazione. Nel 2010 hanno avuto inizio le proteste e le manifestazioni degli animalisti che hanno portato nel 2012 alla chiusura dell’allevamento di Montichiari. Venerdì 23 gennaio, finalmente, sono arrivate le condanne.

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La prima sezione penale del Tribunale di Brescia ha emesso la sentenza condannando tre dei quattro imputati: a Ghislane Rondot, co-gestore di Green Hill 2001 della Marshall Bioresources e della Marshall Farms Group toccherà un anno e mezzo di carcere così come al veterinario Renzo Graziosi. Solo un anno per il direttore Roberto Bravi e l’assoluzione per non aver commesso i fatti per il co-gestore Bernard Gotti.

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Ovviamente è ancora possibile il ricorso in cassazione, ma questa è già da considerarsi una grande vittoria soprattutto per tutti coloro che hanno partecipato attivamente alle manifestazioni di protesta e hanno cercato di cambiare una realtà davvero agghiacciante come quella di Green Hill. I 2000 beagle ospitati nell’allevamento sono stati affidati a volontari e famiglie sotto il controllo della LAV e della Legambiente.

 

Il tribunale ha anche disposto il pagamento di un risarcimento di 30.000 euro  in favore della LAV, oltre che il divieto di allevare cani per un periodo non inferiore ai due anni.

 

Roberta Ravelli