Le “armi” per una corretta educazione del vostro amico a quattro zampe? L’amore e la pazienza

State per portare a casa per la prima volta il vostro nuovo membro della famiglia. Che emozione, un piccolo peluche tutto per voi da coccolare! Ma un cucciolo deve imparare a convivere con i nuovi spazi e le nuove persone che lo circondano. La prima cosa che bisogna insegnargli è come sporcare fuori. Innanzitutto bisogna precisare che i cuccioli sono come i bambini. Fino ad una certa età i bambini non hanno ancora sviluppato neanche la muscolatura che permetta loro di trattenere i bisogni. Per i cani è la stessa cosa. Fino al sesto o settimo mese il cane, bisogna esserne consapevoli, sporcherà a casa. E’ inutile picchiarlo o, come erroneamente si crede, metterlo con il muso nei propri bisogni. Questo può al contrario generare delle reazioni inopportune del piccolino che, vedendosi maltrattato, continuerà a sporcare quando e dove voi non avrete modo di vederlo.

La tecnica migliore è quella del premio. Fin quando il vostro piccolo amico è ancora cucciolo portatelo fuori nei “momenti critici” della giornata: ad esempio dopo il riposino, dopo che ha mangiato o giocato. Siate furbi: quando uscite, portate con voi dei biscottini per cani. Ogni volta che il vostro amico farà i suoi bisogni fuori, premiatelo! Dopo il sesto mese, quando sporcherà dentro casa, semplicemente dite un secco: “No!” se lo beccate mentre sta sporcando. Ma ricordatevi che la memoria dei cani funziona diversamente dalla nostra. Se rimproverate un cane per qualcosa che non ha fatto subito, non assocerà il vostro richiamo con l’azione compiuta e quindi non capirà.
Tale tecnica del premio è chiamata metodo di Pavlov.

Vogliamo insegnare al nostro cucciolo a dare la zampa? Allora prendiamogli la zampetta e con dolcezza chiediamogli: “Dammi la zampa” e poi un bel biscottino come premio. Proseguiamo così fin quando lui, invogliato dai gustosi premi, comincerà a darci la zampa da solo, senza bisogno di aiuto. Con questa stessa tecnica possiamo insegnargli a fare qualsiasi cosa, basta usare le due armi dell’educazione: amore e pazienza.