È il 13 Novembre 2013 quando l’Agence France-Presse comunica la notizia: Rupee, un tenero cucciolone di undici mesi trovato ad agosto in una discarica indiana, è il primo cane ad aver scalato l’Everest.

La storia di Rupee inizia a Leh, una città nel nord dell’India, a 3486 metri di altitudine. Il cane vagava per una discarica denutrito e ferito ad un orecchio quando Joanne Lefson, sudafricana animalista ed ex giocatrice di golf professionistico, lo ha scorto e soccorso.

Non mangiava da molti giorni e per questo motivo il piccolo cane meticcio color miele era magrissimo, scheletrico. Grazie alle cure di Joanne e Sonam Angchuk (il guardiano del santuario per asinelli abbandonati costruito nel 2007 da Joanne a Leh) e ad una dieta a base di latte, carne e cucina Ladakhi, nell’arco di un mese il cagnolino ha recuperato le forze ed è tornato in salute.

L’incontro tra Rupee e Joanne è stato provvidenziale, anche perché la Lefson si dedica da tempo ad iniziative a favore degli animali abbandonati. Con il suo precedente amico, il cane Oscar, morto a febbraio in un incidente automobilistico, aveva promosso il “World Woof Tour“, una iniziativa nata per sensibilizzare le persone sul tema e raccogliere fondi allo scopo di migliorare la condizione dei cani abbandonati in ogni parte del mondo. Il tour aveva portato lei ed Oscar in 36 nazioni diverse, sparse per tutti i cinque continenti.

 

La scalata al monte Everest sarebbe stata l’ultima tappa del loro viaggio. L’incontro con Rupee è sembrato così un segno del destino, dopo la scomparsa di Oscar, e il cagnolino è divenuto il suo nuovo compagno di viaggio. Concluse le profilassi e le ultime cure sanitarie, Joanne ha deciso quindi di portarlo con sé. Insieme a Dev Argarwel, un regista indiano che ha documentato il viaggio, sono partiti da Delhi il 14 ottobre scorso. Dopo una visita al Taj Mahal arrivano a Kathmandu ed infine raggiungono Lukla, una città Himalayana a 2860 metri.
Da qui i due intraprendono la loro avventura, la “Expedition Mutt Everest”, la scalata del tetto del mondo per promuovere l’adozione dei cani abbandonati. In circa tredici giorni realizzano l’impresa, raggiungono a piedi il campo base a 5364 metri.

Johanne scrive sulla sua pagina Facebook: “one giant leap for dog-kind” (un balzo gigante per il genere canino), rivisitando la famosa frase dell’astronauta Neil Armstrong “That’s one small step for a man; one giant leap for mankind”.

La Lefson pensava di farsi accompagnare da Rupee solo per qualche giorno, ma il cagnolino non ha avuto alcuna difficoltà ed ha continuato a seguirla. Joanne racconta che la parte più bella è stata l’incontro meraviglioso di Rupee con la neve: il cagnolino si rotolava felice sull’immensa distesa bianca.

Dai rifiuti della discarica alle immacolate nevi eterne, una vera rinascita. Rupee e Joanne adesso sono in Sud Africa per un po’ di riposo e forse nei momenti belli che trascorrono insieme con profondo affetto stanno già organizzando la prossima avventura.