Igiene o alimentazione: l’alitosi nei cani, come affrontare un problema decisamente poco piacevole.

La corretta igiene del cavo orale del nostro amico a quattro zampe dipende da tanti parametri: età, stile di vita, taglia, ma soprattutto alimentazione. Così come accade agli esseri umani, anche i cani o i gatti possono soffrire di alitosi, ovvero di un disturbo che causa un odore decisamente poco gradevole dell’alito. Non esiste un’unica causa per questo tipo di problema, che può avere origini metabolico o semplicemente igieniche. L’alitosi si genera di solito perché si accumula il tartaro sui denti del cane. Reagendo con diversi tipi di batteri che caratterizzano il cavo orale, si crea questo spiacevole effetto. La maggior parte delle volte si tratta di un fenomeno temporanea, ma può capitare che “l’alito cattivo” possa persistere a causa, ad esempio, perché sintomo di una patologia latente: diabete, disturbi renali o epatici. La prevenzione è il miglior modo per ovviare a questo tipo di problema. E’ sufficiente ad esempio abituare il proprio cane a farsi spazzolare la dentatura con uno spazzolino morbido e con un dentifricio per cani. L’alternativa è quella di utilizzare una miscela di acqua e bicarbonato di sodio. Un altro modo, che agisce soprattutto nel lungo periodo, è quello di introdurre un’alimentazione basata soprattutto su cibi secchi: i croccantini infatti, a causa di una maggiore azione abrasiva rispetto ai cibi umidi, permettono di eliminare il tartaro in eccesso. Inoltre in commercio esistono diverse soluzioni per poter rinfrescare l’alito del nostro piccolo amico. I giochi realizzati in tela, ad esempio, possono servire come ottimo filo interdentale. Esistono inoltre dei biscotti che detergono la superficie dei denti, oppure ossa realizzate in pelle di bue che aiutano ad evitare la formazione del tartaro. Esistono inoltre prodotti più specifici, come alcune pasticche contenente clorofilla che permettono, al nostro piccolo amico, di conservare un alito decisamente fresco.