Il cane bolognese è una razza dal pelo molto particolare costituito da riccioli bianchi arruffati,  che deve essere curato con le giuste premure per evitare di dover ricorrere alla rasatura completa.

Ecco come prendersene cura in maniera adeguata.

Il manto del bolognese è caratterizzato da pelo e sottopelo, più precisamente da strati tipicamente corti e lanosi e di conseguenza inclini all’arruffamento.
La peculiarità di non rinnovare il pelo con la muta costitusce una circostanza aggravante alla condizione già sfavorevole e contribuisce ad attirare le impurità come polvere, ramoscelli, foglie o altro, rendendo, quindi, la toelettatura un’esigenza decisamente igienica.

 

Passando al lato pratico, il cane  dovrà essere spazzolato anche due volte a settimana e tale operazione comprende due fasi.
La prima, dedicata al sottopelo, deve essere eseguita con un pettine a denti larghi, spazzolando dalla radice alla punta. L’operazione si fa per ciocche, tenendo le stesse tese, per evitare di fare del male all’animale.  In questo modo sarà possibile eliminare il pelo più vecchio ed evitare  l’insorgere di fastidiosi nodi.

La seconda fase, più leggera e anche piacevole per il cane, consisterà invece nello spazzolare il resto del pelo dell’amico a quattro zampe, in questo caso con una spazzola morbida.
Per mantenere il pelo caratteristico di questo bellissimo, vivace, dolce cane, almeno due volte l’anno, è consigliabile portarlo da un toelettatore professionista, sempre che esigenze particolari, come i concorsi, non richiedano maggiori interventi.

 

Nel caso in cui il bolognese dovesse essere trascurato, però, il pelo si annoderà e non ci sarà nessuna possibilità di salvarlo: si dovrà perciò ricorrere alla rasatura che comporterà una ricrescita meno morbida e lanosa in quanto il pelo corto non sarà in grado di trattenere il sottopelo.