L’importante valore degli animali domestici nelle famiglie con bambini affetti da autismo è stata evidenziata da uno studio americano.

 

 

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Il cane Xena insime a Jonny, un bambino affetto da autismo

 

 

Questi bambini hanno spesso difficoltà a instaurare rapporti e stringere amicizia con i loro coetanei.

La ricercatrice Gretchen Carlisle dell’Università del Missouri ha intervistato un campione di 70 genitori con figli affetti da autismo, i due terzi dei quali possiedono un cane.
Il 94% di loro ha potuto confermare i benefici ottenuti grazie agli amici a quattro zampe.

 

I bambini si affezionano molto a questi animali e con il loro aiuto sono in grado di sviluppare delle relazioni con ragazzi della loro stessa età.
La stessa ricercatrice afferma che  “i cani possono aiutare i ragazzi affetti da autismo agendo per loro come tramite sociale” e aggiunge ” se i bambini invitano i coetanei a giocare con i loro cani, poi i cani potranno essere un collegamento per aiutarli a comunicare con i piccoli amici”.

 

E proprio in questo mese di aprile, dedicato sia all’autismo che alla prevenzione contro la crudeltà rivolta a cani e gatti, Linda, madre di un figlio autistico, ha deciso di condividere la sua storia.

Lei e la sua famiglia nel marzo dell’anno scorso hanno infatti deciso di adottare Xena, un cane che era stato ritrovato in fin di vita e che aveva poche speranze di salvarsi. L’incontro con il figlio Jonny ha dato la possibilità all’animale di riprendersi completamente e al bambino di uscire dall’isolamento.

Xena è stata premiata come cane dell’anno a New York in occasione della cerimonia organizzata dall’American Society for the Prevention of Cruelty to Animals (ASPCA).

 

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Xena premiata durante la cerimonia annuale della ASPCA

 

 

 

La storia di Xena e Jonny è un bellissimo esempio di come gli animali possano aiutare i bambini affetti  da autismo e un ulteriore conferma dello studio della ricercatrice Gretchen Carlisle.

Ovviamente è importante che i genitorni aiutino i figli a scegliere il cucciolo migliore per loro in base alle esigenze e alle diverse problematiche che presentano. Spesso anche altri animali come gatti, conigli o cavalli possono essere adatti.

 

Rebecca Johnson, professoressa dell’University’s College of Veterinary Medicine è inoltre convinta che lo studio aggiunga credibilità scientifica  ai benefici che le relazioni tra uomini e animali possono portare.

 

 

Roberta Ravelli