Li chiamano “cani da conforto” e sono l’unica nota positiva rispetto alle situazioni in cui operano; si tratta dei cani che portano tenerezza, speranza e fiducia a bambini ed adulti colpiti da gravi traumi, come nel caso della strage di Boston.

Li avevamo imparati a conoscere a Natale dell’anno scorso, ma non per un evento lieto. Ricordiamo in quei giorni la strage di Newtown, la cittadina americana teatro della carneficina della scuola in cui persero la vita 26 persone, di cui 20 bimbi, sotto i colpi di Adam Lanza. Ai funerali di due delle piccole vittime si erano presentati accanto ad una comunità straziata dal dolore. E per qualche istante avevano fatto sorgere lievi sorrisi e carezze da parte dei presenti.

Parliamo di dieci esemplari di Golden Retriever, addestrati dalla Luteran Church Charities di Chicago per un’unica missione: quella di essere i “cani da conforto”. La loro “vocazione” è stata decisa dagli addestratori all’indomani di un’altra strage, quella del 2008 in Illinois. Già lì si era intuito come potessero rappresentare un raggio di luce in episodi tristi e brutali. Questi cani si spostano in aereo insieme ai loro “coach” laddove si ritiene utile la loro presenza.

Dopo aver consolato, con ottimi risultati, soprattutto i bambini sopravvissuti alla tragedia di Newtown, ora è stata la volta di prestare aiuto ai superstiti delle esplosioni di Boston. Gli addestratori hanno condotto i cani nell’ospedale dove sono ricoverate alcune delle persone scampate alla strage e anche qui tutti – adulti, bimbi e persone anziane – sono stati, seppur temporaneamente, sollevati dai ricordi traumatici dell’esperienza vissuta, proprio grazie alla dolcezza degli occhi di questi bellissimi cani. Accarezzarli, giocarci, averli vicino mentre si sdraiano in attesa di coccole, diventano motivo di sostegno e conforto.

Tutto ciò a dimostrazione del fatto che spesso gli animali hanno molto da insegnare all’uomo, proprio perché capaci di dare tanto senza pretendere nulla in cambio. Con rispetto e devozione.